L'autrice de "L'alibi della vittima"   
Intervista a Giovanna Repetto

Intervista a Giovanna Repetto


Intervista alla scrittrice Giovanna Repetto di Genova, da anni residente a Roma dove svolge la professione di psicologa: in questa veste si occupa da trent’anni di problematiche legate alle dipendenze patologiche, esperienze poi raccolte nel romanzo edito da Gargoyle 'L'alibi della vittima'.


Qualche domanda su “L’alibi della vittima” edito da Gargoyle Books nel gennaio 2014. 

La comunità del dottor Melchiorre ha prodotto per certi versi due figure contrapposte: Ermanno, sempre un po’ spaesato, in fuga da quella che gli sembra una gabbia e Stefano, perfettamente allineato con il pensiero del Maestro. Secondo Lei quali sono le componenti caratteriali che portano Ermanno a fidarsi di una sconosciuta di passaggio, l’assistente sociale Holy Mary? Lei preferisce la baldanza dell’assistente o la diplomazia della psicologa Lina?

Ermanno, nella sua semplicità, è vicino all’essenza delle cose. Intuisce l’empatia di Maria, la sua solidarietà sincera. E’ bastato il suo modo di offrirgli il caffè, di volerlo “includere” anziché escludere.
Lina e Maria sono assolutamente complementari. Il loro lavoro in équipe funziona non soltanto perché integra due professionalità diverse (psicologa e assistente sociale) ma anche perché integra due diverse personalità, e in un certo senso due diversi aspetti della psiche umana (la ragione e la passione). Due aspetti che devono per forza combinarsi insieme. La stessa Lina, quando assiste alla discussione fra Maria e Di Stasio, avverte in sé questo dualismo fra la voglia di combattere e la necessità di mediare.

Lei ha molto in comune con Andreina, la zia di Marco, vive tra Genova e Roma e ama la Settimana Enigmistica. Ci sono altri aspetti in cui si ritrova? Ha per caso qualche animale impagliato in casa di cui ha paura a disfarsene?

La storia del cane impagliato è tutta vera, alla lettera. Solo non riguardava me, ma un’amica di famiglia. Nel caso di Andreina quel cimelio rappresenta il tabù che le impedisce di liberarsi degli oggetti della memoria, che nel tempo hanno assunto una sorta di sacralità. Questo ha certamente un aspetto autobiografico, perché io sono molto legata ai ricordi, e per me è sempre traumatico separarmi da oggetti che contengono una porzione della mia storia.

Alisia sceglie come vendetta l’autodistruzione: secondo Lei avrà mai la possibilità di avere la sua rivalsa? Come andrà a finire con Greta – colei che cade sempre in piedi – riprenderanno i rapporti?

Alisia è una persona molto deprivata, perché nella sua storia non ha ricevuto sufficiente amore. Per questo non ha nemmeno gli strumenti per realizzare rapporti d’amore. Non è capace di volersi bene, né di farsi voler bene. Non conosce la reciprocità, ma soltanto forme di strumentalizzazione dell’altro. Sfruttata dal patrigno, sfruttata da Greta, lasciata a se stessa dalla madre che non ha saputo o voluto proteggerla, instaura anche con Marco un rapporto strumentale, basato sulla condivisione della droga. Continuare a cercare una rivalsa sarebbe soltanto un modo per perpetuare la sua dipendenza da Greta. Sono comunque casi in cui è difficile azzardare una prognosi.

Mi è piaciuta molto la figura di Gaetano, ex detenuto, alla fine si è rivelato più furbo di quello che dimostrava. Non è un drogato, ma sicuramente Lei sarà entrata in contatto con molte altre storie di disagio nella sua pluriennale esperienza al Ser.T. Quanto c’è di vero in quello che scrive?

E’ importante qui fare una distinzione. Le situazioni, le problematiche, gli ambienti sociali, la stessa tipologia dei personaggi sono assolutamente reali e rispecchiano la mia esperienza di lavoro. I singoli personaggi invece sono frutto di fantasia e non potrebbe essere altrimenti, per un fatto di deontologia professionale. E’ come se avessi distillato gli elementi comuni di tante storie diverse per creare storie e personaggi tipici.

Camilla Bottin

alibivittima

FacebookGoogle+Google GmailEvernoteTwitterWhatsAppDeliciousOutlook.comPinterestPrintFriendlyCondividi/stampa
R     oma




75 q 1,703 sec