Intervista a Dave Falciglia

19 Agosto 2014 By Elena Bottin

Il brano Change your mind nasce in maniera casuale: un duo, pianoforte e voce, un’amicizia “sportiva” che si materializza in intesa musicale. Silvia Alberti, collega di sfide pallavolistiche e acerba pianista dal talento disarmante, gli sottopone un brano per piano. Dave c’improvvisa sopra una linea melodica e il pezzo viene scelto come colonna sonora de “La Corsa”, cortometraggio prodotto da FilmArt Studio, casa di produzione padovana, insieme a Officina Immagini, con la straordinaria partecipazione, come attrice protagonista, di Anita Kravos, vista nel film Premio Oscar 2014, “La Grande Bellezza” di Paolo Sorrentino. E’ tempo per il giovane cantautore, che scrive da anni melodie in lingua inglese, di procedere verso il primo cd che suonerà “100% Dave Falciglia” e sarà pronto verso dicembre. Dal primo agosto è intanto disponibile su iTunes, Spotify, Amazon e gli altri maggiori store digitali, Change your mind, il cui video contiene alcuni spezzoni del cortometraggio, girato lo scorso febbraio a Padova, produzione totalmente veneta. Un video girato come precisa Dave “grazie a Francesco Giacomello in regia audio, a Silvia Alberti vero talento compositivo, e con la produzione cinematografica, di FilmArt Studio, nelle persone di Barbara Manni e Paola Facco, la regia di Massimo Toniato e l’occhio fotografico di Lorenzo Pezzano, direttore di fotografia sul set.” Il videoclip, appena pubblicato su youtube e subito retweettato da Andrea Zanardi, ha già raggiunto 1100 visualizzazioni, per una canzone che racconta, come da soggetto del corto, un rapporto di coppia difficoltoso, tra due amanti che faticano a trovare un linguaggio comune e non basta il sentimento che li unisce.

Mi parli del testo di Change your mind? E’ nato in maniera a sè stante o è stato influenzato dalla sceneggiatura del cortometraggio La corsa?
Change your mind nasce a stretto contatto con il cortometraggio. La linea tematica è infatti influenzata dal corto, però, come sempre accade in diversi miei altri brani, tengo fisso il focus tematico ma poi lo plasmo secondo sensibilità. Chiaramente calza a pennello per il corto ma è liberamente interpretabile in quella che è una rapida e intensa descrizione di un rapporto di coppia (generico) difficoltoso, tra due amanti che faticano a trovare un linguaggio comune e non basta il sentimento che li unisce.

Mi parli dell’evoluzione musicale del brano, piano e voce, cui si uniscono archi.
Tutto nasce da una casualità: io e Silvia Alberti (pianista) giochiamo a pallavolo insieme, lei alza, io schiaccio. Il team funziona alla grande e l’intesa è vincente. Un giorno di ottobre Silvia, che da qualche mese ha cominciato a suonare il piano e a prendere lezioni private mi fa ascoltare alcune sue creazioni, curiosa di sapere cosa ne penso. Scopro così che il talento, celato dietro l’inesperienza di solo qualche mese d’“allenamento”, è a dir poco disarmante. Silvia scrive autentiche piccole perle. Mi innamoro di una in particolare e decido di improvvisarci una linea melodica vocale sopra. Nasce la magia.
Nel frattempo, Barbara Manni, produttrice cinematografica, stava progettando di realizzare il corto “La corsa” e mi chiede di scriverne la colonna sonora. Colgo perciò l’occasione di farle ascoltare quest’ultima “composizione” e anche lei ne rimane folgorata. Di lì a qualche settimana entriamo in studio e sotto la sapiente guida del guru local/nazionale Francesco Giacomello plasmiamo un arrangiamento più complesso e articolato, ovvero quello che veste la canzone tuttora: l’idea che avevo in testa rispecchia quasi completamente il risultato finale e di ciò ne sono molto contento perché l’intesa trovata con Francesco a livello compositivo è notevole.

Mi parli del nuovo album.
Sono diversi anni che scrivo e accumulo idee. Change Your Mind voglio sia l’inizio di un nuovo percorso, che potrebbe entro dicembre materializzarsi in un Ep di 5-6 tracce o addirittura in un disco di 7-8. A breve ci riuniremo per decidere. Suonerà “Dave Falciglia” al 100%, ci metterò dentro tutto me stesso, come non l’ho mai fatto finora: suonare in una band significa ovviamente confrontarsi con sensibilità musicali diverse dalle proprie e benevolmente scendere a patti e compromessi.

La tua esperienza nei The Sickle come la descriveresti?
Una band che mi ha dato tanto e mi ha impegnato tanto. Dall’inizio alla fine. Abbiamo percorso centinaia di km e vissuto decine e decine di situazioni, gioie e dolori. Ora corro da solo. Che sia arrivato il momento? Cambieranno molte cose, soprattutto dal punto di vista dell’approccio al pubblico, ma le sfide mi sono sempre piaciute.

Si rimanda all’approfondimento realizzato da Padovando sul cortometraggio “La Corsa” http://www.padovando.com/attualita/speciali/intervista-al-regista-e-a-uno-degli-attori-de-la-corsa/