La proiezione del documentario di Scilitani ha aiutato a ripercorrere i luoghi che sono stati teatro della prima guerra mondiale sul fronte italiano. «Ricorre il centenario della Grande Guerra – spiega Sacha Scala dell’associazione Novecentonovantanove – uno spartiacque indelebile nella nostra coscienza per la sua temporalità recente e per la sua prossimità fisica: oltre a coinvolgere i nostri nonni il conflitto si è in buona parte svolto sul fronte italo austriaco che si è “allargato” fino all’altopiano di Asiago in provincia di Vicenza, a un’ora di strada appena da Lozzo».
Proprio per questa «vicinanza» le associazioni Novecentonovantanove e Totem hanno voluto portare avanti un «multi-progetto» nato dall’analisi del libro «Un anno sull’altopiano» di Emilio Lussu il quale, pur essendo convinto interventista, ha denunciato «l’irrazionalità, l’assurdità e il non senso» di una guerra che ha causato milioni di morti. «Immoi che semus nos» era il grido della Brigata Sassari alla quale spettava il compito di impedire l’avanzata dell’esercito austriaco verso Vicenza o Verona: «Adesso ci siamo noi» esclamavano con il braccio alzato alle donne che li supplicavano di salvare i loro figli.
Attraverso le parole di Lussu, tenente della Brigata Sassari, viene portata avanti la responsabilità di non dimenticare il sacrificio di questi soldati: «Noi italiani – spiega Cristiano Albertin, ideatore del progetto – passiamo da una parte all’altra in nome di una guerra che è stata trasformata dalla propaganda nel manifesto del progresso: le soluzioni tecnologiche più avanzate trovano un approccio diretto nello sterminio».
L’iniziativa, fatta di «suggestioni» raggiunte attraverso «immagini e parole», si rivela essere un’escursione di tre giorni a luglio che si fonda sulle «molteplici esperienze» (per questo si dice multiprogetto) desunte dal libro di Lussu, collocato in un «ambiente molto particolare» che è l’altipiano di Asiago. «Quella che vi proponiamo – sorride Cristiano – è una presa di visione diretta, attraverso le parole di sardi, di un mondo dalle caratteristiche alpine abitato da cimbri. Che stranezza vero? E’ un cammino di contenuti»
Chiude la rassegna cinematografica “Musica per gli occhi” l’intervento della presidentessa dei Novecentonovantanove Elisa Meneghini che ha ringraziato il pubblico per la presenza costante.
Per restare aggiornati sul progetto consultare la pagina facebook e il sito dell’associazione Novecentonovantanove.

Camilla Bottin