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12 dicembre al Teatro Verdi   
Il Teatrante al Verdi

Il Teatrante al Verdi


Spettacolo prodotto dal CTB Teatro Stabile di Brescia insieme al Teatro De Gli Incamminati con un Franco Branciaroli alle prese con una lunga riflessione sul Teatro.


E’ la solitudine del Teatrante quella che Branciaroli mette in scena nel suo delirio ossessivo contro le donne che non comprendono l’arte, contro le ristrettezze della società contemporanea che non sa dare valore alla sua Opera: nella tragedia ‘La ruota della storia’, Bruscon, cialtrone verboso, compara tra loro grandi personaggi della compagine umana ma non c’è comprensione da parte del pubblico e si cerca drammaticamente un compromesso perchè il lunario va sbarcato per la salvaguardia di quella famiglia – compagnia schiavizzata.
A fare da palcoscenico è una dimessa osteria, con il ritratto polveroso di Hitler alla parete tra corna d’alce, in secondo piano maiali macellati: l’incredibile scena progettata da Margherita Palli diventa l’habitat del Gran Signore, vestito di bianco, con il cappello a larghe falde nero, sempre fuori posto. Il locandiere, intrepretato da un realissimo Daniele Griggio, è poco più che una capra, ha in mente soddisfare il palato e poco gli interessa di quello che il Teatro può offrire. Quello che si regala agli spettatori è un quadro tragico della disperazione umana che può mostrare risvolti comici mischiati a toni amari e disperati: quasi due ore di monologo, anzi di assolo, del solo Branciaroli, rivestito da figure di contorno, i due figli che vorrebbero una vita fuori dagli schemi, liberi dalle ossessioni paterne e una moglie che sa concentrarsi solo sul male fisico. Bruscon è un eroe mancato, un uomo intriso di grandi ideali, ma allo stesso tempo è uno sproloquiatore, nelle sue manie di grandezza cita il Teatro, il Pubblico, la Memoria e l’Arte: è grazie alla corda grottesca presente nei toni esaltati di Branciaroli che riusciamo a seguire la vicenda senza perdere interesse. Il drammaturgo Thomas Berhnard non manca di condire il tutto con estremo pessimismo, ma poi ci rendiamo conto che nel momento stesso in cui si disprezza il Teatro ne restiamo avvinti, complice la magia del monologo che prosegue impeterrito per minuti interi, senza riuscire a stancarci. E’ con dispiacere che assistiamo alla chiusura del sipario, volevamo sapere di più sulla Vita e sulla Morte. Volevamo vivere sulla scena ancora un’ora soltanto.

Camilla Bottin

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