‘P….come Paris’ di Caterina Busetto

13 Dicembre 2013 By Alessandra Follo

Caterina Busetto è vissuta a lungo a Parigi, negli anni settanta e ottanta, la stagione della sua giovinezza, e ne fa la protagonista assoluta dei suoi dipinti. Si coglie il trasporto, l’amore che l’artista nutre per questa città, anche se la sua è una Parigi evocata, suggerita, lasciata alla nostra capacità di intuirla. Una Parigi notturna, misteriosa, metafisica. L’artista ci chiama a vivere le sue emozioni, il suo senso della realtà filtrato dai ricordi. Parigi diventa un’eco, un’ombra, una proiezione onirica, un vagheggiamento, un viaggio della memoria. Case, palazzi, monumenti diventano testimoni muti, privi di vita. Si ha come la sensazione che siano anch’essi, come l’artista, in attesa di qualcosa che non potrà accadere. Un’immobilità rigida, fredda, accentuata dalle tonalità azzurro scuro dell’acquerello e della matita, che contrasta con lo scorrere inesausto del tempo e della vita, simbolicamente rappresentato dalle macchine che sfrecciano in fuga lasciando lunghe scie di colore.

Unica presenza umana in una notte che pare ingoiare tutti i viventi è la figura femminile, di schiena, la lunga treccia raccolta, che osserva in solitudine da una finestra. Una dimensione di estraneità esistenziale, di sospensione metafisica, che apre alla comprensione profonda dello stato d’animo o forse dell’inconscio dell’artista: la finestra agisce come uno specchio, in cui si riesce a vedere se stessi solo proiettandosi fuori di sé. Il viaggio della memoria, ora lo capiamo, non va alla ricerca di qualcuno o di qualcosa, ma si trasforma in un interrogativo sul senso della vita, o quanto meno sul proprio vissuto in una Parigi su cui è calata la notte, una Parigi immaginaria, che non esiste, che non è mai realmente esistita, l’ombra di un sogno. O di un incubo.
Siamo ancora una volta interrogati sul senso dell’arte in un periodo storico in cui coesistono le più diverse e contradditorie esperienze. Caterina Busetto non appartiene a una scuola, a un filone, a una moda; non imita e non cita nessuno. La sua pittura, tecnicamente così sapiente, è una dimensione intimistica, lirica. Non è interessata a creare un rapporto empatico con chi la osserva, anche se inevitabilmente si finisce attratti e coinvolti dalla sua poetica. Davanti ai suoi quadri si è come affacciati a una finestra aperta sul nostro stesso io, chiamati a misurarci con i nostri sogni, il nostro vissuto, con una nostra Parigi. Svelare l’oltre, aprire orizzonti, far vedere la realtà attraverso il filtro della propria capacità di emozionarsi e di comunicare emozioni: questa è la cifra dell’arte di Caterina Busetto, ed è il segreto di ogni vero artista.

Orari non specificati.
Ingresso libero.
Info:
E-mail: email: info@biosfera.it