I TeatrOrtaet a Ferrara

29 Ottobre 2013 By Elena Bottin

I TeatrOrtaet, in arte Carlo Bertinelli e Alessandra Brocadello, hanno condotto per mano un pubblico eterogeneo, tra giovani, anziani e bambini, alla scoperta del Castello Estense di Ferrara: l’intento, chiaramente ludico, era quello di ricreare, in quelle sale affrescate, una buona riproduzione dei personaggi dell’epoca. Messer Ludovico Ariosto, comparso all’entrata con in mano una copia dell’Orlando Furioso, cita «le dame, i cavalier, l’arme, gli amori» che, in una nostalgica rievocazione della cavalleria, fanno rivivere nelle avventure dei paladini di Carlo Magno il desiderio di un ritorno alla guerra senza armi da fuoco. Da Ruggiero e Bradamante avrà origine la casa d’Este: a garantirne la prosecuzione il matrimonio tra il duca Alfonso I e Lucrezia Borgia, figlia di papa Alessandro. Gli intrighi, di fronte a una scacchiera che rappresenta l’Italia, hanno visto la bella Lucrezia, al suo terzo matrimonio, contrapporsi al duca Valentino, il temuto Cesare Borgia. «Io sono Lucrezia Borgia, nero è il mio colore preferito – afferma scendendo con grazia le scale lasciando soppesare passo per passo un lungo strascico dalla coda di pavone – nero come il nome dei Borgia, nero come la fama che ci precede». La lettera canzonatoria del duca Ercole, padre di Alfonso, suona ironica alle orecchie di Lucrezia: ne fa partecipe il pubblico, chiedendogli di reggere per un attimo solo la catena delle maldicenze che circondano il suo personaggio. A intervalli irrompe Alfonso, con un vestito oro bardato di pelliccia bianca, uomo di governo e marito sostituito nella passione dalle figure del giovane colto Pietro Bembo e dal cognato Francesco Gonzaga, duca di Mantova. I costumi, sempre consoni all’epoca, sfoggiavano con eleganza grazie agli attori: curioso l’itinerario che ha portato per un secondo a passare per le prigioni del castello in cui erano rinchiusi i fratelli di Alfonso. I più piccoli ascoltavano rapiti: non è da tutti i giorni vedere la Storia farsi carne e ossa davanti ai propri occhi. Un percorso bellissimo, che scivola con il fruscio delle gonne delle gran dame.

Camilla Bottin