Quintetto Veneto di Fisarmoniche ai Carichi Sospesi

29 Ottobre 2013 By Elena Bottin

I Carichi Sospesi giacciono sonnacchiosi sulla nostra testa, è un sabato come un altro al circolo arci in vicolo del Portello: qualcuno è rilassato sulla poltrona del parrucchiere, qualcuno osserva incuriosito il muro dall’arredo a schizzi rossi che fa pensare a un omicidio recente, qualcun altro sta al bar a sorbirsi un caffè caldo dopo una ventilata passeggiata di ottobre. C’è silenzio, ma in questo tempio dell’avanguardia non poteva mancare la musica classica: alle ventidue le porte si spalancano e nella saletta teatro si fa buio, Nereo Fiori presenta il Quintetto Veneto di Fisarmoniche di cui fa parte. Sì, musica classica, ma non come la si intende comunemente, al posto del tradizionale quintetto d’archi troviamo cinque fisarmoniche allineate a semicerchio. Il Maestro direttore, il signor Gianni Bertolin, dà il via a un concerto armonico ma fortemente sperimentale: l’effetto d’insieme è straordinario, Verdi irrompe con un’ouverture, seguito dal Barbiere di Siviglia, per poi lasciare il passo a Von Suppè e al Rossini dell’Italiana in Algeri. Il basso di Denis Bruzzo è appena percepibile, ma chiaro nei suoi eleganti effetti timbrici e l’orchestrazione tra i componenti, insieme dal lontano 1989, è suggestiva, ognuno trova il suo posto nella strutturazione musicale. Chiude la serata la Rhapsodia Ungherese di Liszt: la reinterpretazione delle più belle pagine della storia della musica classica si può dire pienamente compiuta. «Ora che avete scoperto com’è la musica classica – scherza Nereo Fiori, rivolto a un pubblico poco numeroso ma incredibilmente entusiasta, come segnalato dai numerosi applausi – non potrete più andarvene» e nasce l’occasione per due aggiunte al repertorio tratte dal Barbiere di Siviglia. I musicisti erano timidi, non amavano fare mostra di sè, ma la generosità con cui si sono prodigati per proseguire di un’altra mezz’ora lo spettacolo ha soddisfatto tutti. Si conclude con il rimando al cd ‘Estro Armonico’ per poter completare l’avventura di ascolto, ringraziando anche i non ancora nominati Massimo Bertolini e Nicola Tamburini, rispettivamente terza e quarta fisarmonica, per aver contribuito alla bellezza della serata.

Camilla Bottin