Frost/Nixon al Verdi

11 Febbraio 2014 By Elena Bottin

I quarant’anni del Teatro dell’Elfo (in coproduzione con il Teatro Stabile dell’Umbria) si avvicinano alla distanza temporale che ci separa da quel “fattaccio” sullo scontro tra potere politico e mediatico che fu lo scandalo Watergate, quasi trentasei anni: veniamo infatti trasportati, sulla scia di un’oggettistica scarna sulla scena, fatta di comode sedie vintage rotanti e di mini schermi con loghi allusivi, in uno studio televisivo degli anni Settanta. E’ il regno dell’anchorman David Frost, interpretato da un accattivante Ferdinando Bruni, dall’arroganza un po’ trionfia, che tutti ritengono privo di capacità particolari. Ma in realtà dietro a questa sicurezza disarmante si cela un personaggio non privo di ambizioni, il suo obiettivo, sborsare miliardi pur di riuscire ad estrapolare la “verità”, ovvero una confessione in diretta da parte di Richard Nixon, l’ex presidente americano coinvolto dall’impeachment, andrà a buon fine. Lo scontro, accentuato dal sapiente gioco luci di Nando Frigerio che permette di distanziare tra le pause televisive e l’effettiva registrazione, vedrà contrapporsi due uomini non del tutto diversi, animati da un complesso di inferiorità: sembra, in un certo senso, di ritrovare, specchio uno dell’altro, la stessa ambizione, la stessa determinanzione. Vince Frost sì, ma l’ultima parola spetta a Nixon che quasi gli ruba la scena con il monologo finale, con l’ammissione di colpa: «Ho tradito il popolo americano». Cambia il modo di fare giornalismo politico, la televisione si fa spettacolo teatrale: la presenza continua di Alejandro Bruni Ocana, narratore e attore, collega le due parti della piéce, la prima più frizzante, ambientata tra lo studio di Frost e la villa di Nixon, e la seconda più tragica, segnata dalla tensione della battuta su battuta. Non può fare fronte Nixon, interpretato da un magistrale Elio De Capitani, alla precisione dei riscontri e cede il peso, sente su di sè gravare il senso di colpa. E’ un uomo orgoglioso.
Con un cast perfetto e affiatato che dimostra la lealtà di entrambi gli schieramenti il Teatro dell’Elfo si dimostra ancora una volta in grado di cogliere le sfide della Storia con dinamismo nuovo.

Camilla Bottin