Madame Bovary

12 Febbraio 2014 By Elena Bottin

Musiche originali Eric Maestri – Costumi Stefania Berrino – Disegno luci Roberto Tarasco
Regia Massimo Betti Merlin e Marco Bianchini
Produzione Teatro della Caduta con il sostegno della Regione Piemonte
Spettacolo finalista Premio Scenario 2011
Stagione 2011-12 Teatro Stabile di Torino
Menzione speciale Argot Off 2013
L’universo di Flaubert e l’ambientazione di Madame Bovary sono prossimi alla bruma che aleggia sui prati della pianura padana, ai personaggi che popolano una certa piemontesità. Individuano i caratteri propri della vita di provincia, la provincia nella sua dimensione assoluta, esistenziale. Lorena Senestro reinventa una Emma Bovary dei nostri giorni, in chiave piemontese. I personaggi e le atmosfere del romanzo, oltre che per bocca di Flaubert, sono rievocate attraverso versi di Guido Gozzano e filtrate dall’autobiografia dell’attrice – che è anche autrice del testo. Lo spettacolo pone al centro l’attore e le sue potenzialità espressive, alla riscoperta della modernità e della forza evocativa dei classici della letteratura a teatro. Coniuga nuova drammaturgia e teatro d’attore, sperimentazione linguistica e tradizione dialettale. Affronta tematiche di attualità: la paura di agire; le false chimere; la dialettica tra città e provincia, tra nuovo e tradizione. Attraverso un’altalena di sensazioni, situazioni e registri, lo spettatore viene condotto in un mondo inventato, generato dall’immaginazione creatrice di Emma Bovary. Sfilano tematiche di grande attualità quali la paura di agire, le false chimere, la dialettica tra città e provincia, tra nuovo e tradizione.
“[…] Nel suo abito vagamente nuziale, l’inquieta cacciatrice di eros scilla tra oscilla tra lingua e dialetto, tra dramma e sarcasmo, entrando e uscendo dal personaggio la cui fatuità ha dato il nome a un disturbo comportamentale. Ma la Senestro non ci racconta una patologia. E’troppo attrice per negarsi la gioia del divertimento e dello sfottò. Vive perciò situazioni sentimentali che si trasformano in desiderio e paura, disegna piroette verbali che svelano una grande intelligenza interpretativa.”
Osvaldo Guerrieri (La Stampa)