Il Gran Teatro Geox si è trovato ad ospitare ieri, domenica 30 marzo, l’anteprima nazionale della nuova opera di Teatro Musical prodotta dal Teatro dei Sogni di Torino: lo scopo dello spettacolo che debutterà questo weekend ad Assago è stato quello di rilanciare un cast formato da giovani esordienti. I quindici attori presenti sulla scena, ad eccezione di gipeto (in minuscolo, è un nome d’arte) nei panni di Myrddin, nome celtico che sta a indicare Mago Merlino e di Floriana Monici nei panni della vendicativa Morgaine, sono ragazzi legati al progetto di Scuola Formazione Attore, gestito dalla cooperativa torinese che fa capo al Teatro dei Sogni: il cast ha dimostrato di essere dotato di un multiforme ingegno, con un’assoluta versatilità a passare dal canto al ballo fino alla recitazione. Numerosi gli inserti “parlati” che hanno inframmezzato le musiche di Giovanni Maria Lori sul testo di Mario Restagno, drammaturgo e regista: lo scenario, un’accogliente Caldicot in cui Merlino, ospite di Sir Hector, pensa di aver fallito nell’adempimento della profezia rivelata da Nimue, è interamente in stile medievale, con un letto a cortine rosse, un trono con della stoffa bianca con ampolle e salamecchi in un angolo. Dopo aver ricordato ai presenti che «solo il duro lavoro» può condurre alla magia, Merlino si trova a comprovare la sua tesi fungendo da precettore al giovane Artù, un convincente Jacopo Siccardi, alle prese con la cotta adolescenziale per la sua coetanea Ginevra interpretata da una dinamica Marianna Bonansone. «Tu sarai per sempre re» canta il popolo alla fine, la spada nella roccia, scovata dall’arguzia di Morgana, può essere estratta solo dall’umile ragazzo, puro di cuore. In questo alternarsi di scene recitate agli interventi leggeri del corpo di ballo, vivace e aggraziato, la parete si spacca in due: oltre alla suggestione della roccia che s’impone alla vista, non mancano proiezioni video a carattere fantasy che citano selvaggiamente con una punta d’umorismo Dante, Blade Runner e Ritorno al futuro. Tra Martiglio e Martelli, scagnozzi della sorella di Artù, certe movenze possono essere pensate appositamente per i più piccoli. Nell’insieme lo spettacolo non delude, sicuramente bisogna “staccare la spina” alla Ragione e lasciarsi trasportare dalla Fantasia perché l‘impatto narrativo è molto semplice.

Camilla Bottin