Concerto d’Autunno
28 Novembre 2013Sfavilla Prato della Valle nell’oscurità pomeridiana, il Natale si avvicina e i passanti frettolosi anelano una cioccolata calda dopo le ultime disperate corse verso casa: l’autunno è finito e l’Associazione Mozart Italia Padova si appresta a salutarlo con un concerto d’impianto vario, con una strumentazione inedita di stampo barocco composta da clavicembalo e flauto dolce in funzione della splendida voce del soprano Margriet Buchberger. Il calore che aleggia nella sala concerti di Palazzo Zacco Armeni, la comodità della poltrona e la dolcezza della melodia invitano alla pace dei sensi: sembra di vivere «nel dolce dell’oblio» come la protagonista mitologica della Cantata di Haendel, la bella Filli, con il risveglio non può esserci che «errore» e «inganno». Come puntualizza Paola Ariano, presidentessa dell’Associazione, la soprano Margriet «sa trasmettere le emozioni non solo con la voce ma anche con il cuore», è un’esibizione partecipata quella a cui si trova ad assistere il pubblico della serata: lei stessa, interpellata alla fine del concerto, si è meravigliata della «resistenza dei presenti» in quanto buona parte del programma era composta da sei Lieder e da un’aria di Mozart in lingua tedesca. La soavità dei Lieder raggiungeva vette paradisiache: il canto mozartiano può sembrare incredibilmente semplice, ma la difficoltà tecnica di esecuzione ad esso correlato è notevole. Con l’accompagnamento del clavicembalista Roberto Loreggian, attualmente insegnante presso il Conservatorio Pollini di Padova e della flautista Carolina Griselda Putica di origini argentine, il momento musicale si è prolungato fino a racchiudere una serie di stati d’animo contrastanti: la soprano ha ceduto poi il passo a un paio di composizioni per soli strumenti, una variazione sul tema ‘La Follia’ di Arcangelo Corelli e la Sonata in re minore di Teleman. «L’Associazione Mozart Italia Padova – spiega Paola Ariano – è promotrice di concerti ed eventi correlati alla musica di Mozart, ma anche di autori a lui antecedenti, vissuti tra il Seicento e il Settecento, di autori cioè barocchi». Di amore infedele parla Vivaldi con la cantata «All’ombra di sospetto», eseguita da soprano, clavicembalo e flauto dolce ma il bis del “Lascia ch’io pianga” di Haendel ricorda la «cruda sorte» del pubblico, costretto ad alzarsi dopo un’ora e mezza di dolcezze. Altro che cioccolata con la panna!
Camilla Bottin








