Parco Treves: Proposte per valorizzare il parco storico nel cuore della città

6 Novembre 2012 By Valentina

Alcuni studenti dell’ultimo anno di formazione degli architetti-paesagisti dell’Ecole nationale superieure d’architecture et de paysage de Bordeaux, guidati dal direttore de l’Ecole Serge Briffaud e con la collaborazione del Gruppo giardino storico dell’Università di Padova, hanno realizzato un workshop dal 30 ottobre al 6 novembre, con lo scopo di analizzare e rivalorizzare, anche turisticamente, il parco Treves dè Bonfili sito nella zona di Pontecorvo a Padova.
Una settimana di studio ed approfondimento delle tematiche del parco Treves, ed un importante momento di confronto e discussione per poter sviluppare un programma per i prossimi anni, atto a valorizzare il parco che fu realizzato tra il 1828 e il 1835 su progetto dell’architetto Giuseppe Jappelli.
Tra le idee proposte dalle studentesse vi sono una revisitazione della disposizione dell’ “arredamento” del parco, la riorganizzazione della vegetazione insieme con la potatura di alcuni alberi per poter ricreare le ampie vedute paesaggistiche originali previste dal progetto di Jappelli.
Il progetto, presentato il 6 novembre al Giardino di Cristallo dle Parco Europa, comprende una lunga lista di modifiche ed iniziative che, sulla base di un attento studio del progetto iniziale e della condizione attuale dell’area, hanno lo scopo di valorizzare le bellezze e i tratti storici del parco. L’obbiettivo del progetto ideato dal gruppo di studio dell’ Ecole di Bordeaux è di far si che i padovani comincino ad amare e frequentare di più il parco, anche grazie al ripristino di visite guidate ed attività didattiche e culturali anche a favore di un pubblico un pò più di “nicchia”.
Anche la costruzione di un piccolo caffè sovvenzionato con il Pedrocchi, altra famosa opera Jappelliana a Padova, dovrebbe servire a rilanciare il parco Treves e attirare più cittadini e visitatori. Tra le proposte anche un cambio di gestione interna dell’area verde, costituita da gente esperta e specializzata nell’area botanica, e l’ingresso a pagamento.
Si auspica inoltre una futura collaborazione ed interazione con il complesso ospedaliero padovano, direttamente interessato vista la vicinanza con il parco, per far si che anche i pazienti, per i quali l’ingresso sarebbe gratuito, possano godere al meglio delle bellezze di questo parco del diciannovesimo secolo. Un progetto ambizioso e certamente importante dal punto di vista economico, che le studentesse di Bordeaux sperano un giorno possa diventare realtà.

Irene Cafagna