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  09/07/2019            13:00
Il Disagio dei Medici

Il Disagio dei Medici


Lettera aperta sul Disagio dei Medici Ospedalieri.


Gent.mi Politici e Amministratori regionali e nazionali del Veneto, non si puo’ non riflettere su un lavoro, quello del Medico Ospedaliero,  negli anni reso non piu’ attrattivo, soprattutto nei settori di piu’ elevato rischio clinico. E non lo e’ piu’ cosi’ attrattivo  neanche per chi vi lavora ormai da molti anni, infatti non sono rari i casi di affermati professionisti ospedalieri che si licenziano dall’ospedale per scegliere carriere e gratificazioni piu’ consone verso le strutture private convenzionate o verso il Territorio (vedi come esempio l’articolo del corriere allegato), oppure quanto mai desiderosi di andarsene al piu’ presto in pensione!
Il pericolo grave che si sta correndo è lo smantellamento pezzo dopo pezzo, di quel mosaico faticosamente costruito che è il sistema ospedaliero pubblico. Nulla contro la gestione privata se condotta secondo le regole della buona sanità e dell’universalità dell’accesso…ma invece di una sana competizione, o complementarietà o integrazione come dir si voglia, si va verso la sostituzione del nostro ruolo di Medici Ospedalieri, sempre più penalizzato e incastonato in una “dipendenza” che certo non si sognano altri nostri colleghi del Territorio di intraprendere…Tutte le proposte di soluzione per la carenza di medici ospedalieri: dall’implementazione del numero delle borse per gli specializzandi, all’abolizione del numero chiuso di accesso a Medicina, alle assunzioni al IV e V anno degli specializzandi negli ospedali, al ricorso ai Medici Coop, al richiamo dei pensionati,  perdonatemi la franchezza, si riassumono nel saggio quanto realistico detto veneto: “l’e’ peso el tacon del buso” e dimostrano che non solo si ha scarsa conoscenza delle dinamiche lavorative ospedaliere, ma che all’obiettivo della meritata valorizzazione del Medico Ospedaliero, si preferisce  la sua lenta, agonizzante estinzione…Chi è a fine carriera o quasi, ha ormai pochi anni di sofferenza, chi è più giovane potrà fare altre scelte più gratificanti rispetto al lavoro di medico dipendente ospedaliero come emigrare all’estero… amareggia la constatazione che a soffrirne le conseguenze più gravi  sono i nostri pazienti,…i nostri figli…il nostro futuro! (Vedi allegati articoli de “La nuova Venezia e Mestre” e de “Il Gazzettino”)
I fondi per costruire opere importanti ritenute strategiche si sono sempre trovati…con aumenti impressionanti in corso d’opera…cosi’ non e’ per l’opera di coloro per cui quelle strutture ospedaliere di nuovo progetto edilizio hanno senso di esistere…
A proposito dei Medici Coop ” a gettone” riporto quanto dichiarato dal dott. Matteo Zanella, direttore sanitario della «Castel Monte» — “…I medici a contratto con noi sono liberi professionisti che hanno scelto, per motivi di orario, economici e di qualità della vita, di non lavorare come dipendenti o di lasciare il posto fisso in ospedale.”

A differenza dei medici Coop, i medici dei nostri Pronti Soccorso per lavorare come dipendenti devono vincere il concorso pubbllico, possedere la specializzazione e praticare 6 mesi di prova prima dell’assunzione definitiva…per poi avere gratificazioni minori di quelli enunciati dal Direttore Sanitario “Medici Coop”…A questo punto mi chiedo se non convenga licenziarsi ed entrare in Cooperativa  “ per motivi di orario, economici e di qualità della vita”…
Chiedo alla politica Nazionale e Regionale e agli Amministratori, di sostenerci nella battaglia che sembra ormai persa di valorizzazione del ruolo del medico ospedaliero, tentando tutte le strade ancora percorribili, che passano necessariamente attraverso una compattezza e una “presa di coscienza” che si dovra’ sustanziare in una Vostra netta presa di posizione nel rispetto dei Vostri Ruoli Istituzionali. 
L’ azienda Ospedaliera-Universitaria di Padova nella quale svolgo la mia opera con grande passione come i tantissimi ospedalieri nella nostra Regione e non solo, è l’Azienda sanitaria piu’ importante del Veneto per Storia e per Tradizione, dove non a caso e’ stato coniato il termine di “Padovani Gran Dottori” e sono innegabili i successi raggiunti grazie al lavoro dei moltissimi ospedalieri, che  invece di ricevere gratificazioni, ogni giorno di piu’ risultano demotivati e penalizzati nel loro agire quotidiano, gravati dal piu’ alto peso e complessita’ assistenziali e dal maggiore rischio clinico, anche rispetto ad altri Colleghi che operano al di fuori del ruolo ospedaliero, oltre ad una quantita’ di ore non riconosciute e di ferie arretrate conosciute solo dagli addetti ai lavori, per colmare quelle carenze organizzative e di Personale che solo la Responsabilita’ di chi ama il proprio lavoro riesce a fare. 
Gentili Sigg.ri Politici e Amministratori del nostro Bene Comune, la Salute non ha colore politico o appartenenza partitica e Vi chiediamo la stessa Respponsabilita’ per un Vostro interessamento e Volonta’ di considerare che il Presente ed il Futuro della nostra Buona Sanita’, passa attraverso il vero obiettivo alla soluzione della carenza dei medici ospedalieri: ovvero rendere tale Ruolo maggiormente attrattivo con una sua piu’ corretta e consona valorizzzazione,!
Anche se irrituale nella forma, spero che questo mio appello possa trovare cuori e menti sensibili…
Con la determinazione di sempre, porgo i miei più cordiali saluti.
Giampiero Avruscio, Presidente ANPO
Azienda Ospedaliera-Universitaria di Padova
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giampiero.avruscio@aopd.veneto.it giampiero.avruscio@unipd.it

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