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Lotta alla cimice asiatica

Lotta alla cimice asiatica


CIMICE ASIATICA, COLDIRETTI: SERVONO PIU’ PRESENZA E IMPEGNO PER SALVARE LA NOSTRA PRODUZIONE DI FRUTTA


Bando regionale per la formazione degli agricoltori, Coldiretti Padova: un segno di attenzione ma ancora non basta, il settore frutticolo, gravemente danneggiato da insetti alieni, gelate e grandine, rischia l’estinzione

Lotta alla cimice asiatica, un passo avanti per mettere gli agricoltori nelle condizioni di difendersi dall’invasione dell’insetto alieno che continua a provocare danni in tutta la provincia, in particolare nella Bassa Padovana, al raccolto di frutta come mele, pere e kiwi ma anche di altri prodotti. La Regione Veneto stanzia 400 mila per sostenere i corsi promossi da organismi accreditati al fine di soddisfare le richieste di aiuto e di approfondimento legate a specifiche tematiche, connesse soprattutto alla lotta ai parassiti. “L’obbiettivo- spiega la Regione in una nota – è fornire una formazione agli imprenditori del settore, in particolare i frutticoltori, in modo da assicurare una conoscenza tale da favorire l’adozione di comportamenti idonei da parte dei produttori agricoli del territorio regionale, i primi soggetti chiamati a intervenire nella prevenzione e nella difesa dalla cimice asiatica”.

Alla luce di questo nuovo provvedimento Coldiretti Padova ricorda che la situazione per il comparto ortofrutticolo è drammatica: quest’anno la cimice è più numerosa su tutto il territorio rispetto al 2020 e in questi mesi le coltivazioni sono state già compromesse da gelate tardive e grandine a più riprese, con perdite milionarie. “Il bando regionale è un segno di attenzione verso il settore ortofrutticolo- spiega Massimo Bressan, presidente di Coldiretti Padova – ma ancora non basta per risollevare le sorti di un settore che sta seriamente rischiando l’estinzione. Alla presenza della cimice asiatica, ormai da diversi anni, si aggiungono anche gli elementi climatici avversi. Per questo bisogna mettere in campo risorse adeguate e forme di sostegno efficaci per i produttori. La vespa samurai sta producendo i suoi effetti di contenimento ma come per tutti i metodi di lotta biologica servono anni per vedere i risultati tangibili. Le popolazioni devono trovare gli equilibri, le cimici sono ancora numerose visto che l’azione dell’insetto utile si assesta al di sotto del 20% delle ovature. Tutti i metodi aggiuntivi dai presidi sanitari alla cattura massale sono necessari per riuscire a debellare dall’inizio il fenomeno che nell’anno passato è stato notevolmente ridimensionato naturalmente. Il timore è che quest’anno sia particolarmente difficile per i nostri agricoltori come due anni fa quando intere colture di mele, pesche, pere, kiwi furono decimate”.

Nella bassa padovana i prodotti più a rischio sono le mele, la cui coltivazione si estende su oltre 360 ettari, per una produzione di circa 18 mila tonnellate e oltre 7 milioni e mezzo di euro di fatturato. Non da meno è minacciata la raccolta delle pere, coltivate su 370 ettari con una produzione di 8.500 tonnellate e un fatturato di 3,4 milioni di euro. Altri 2 milioni di euro vale la coltivazione di pesche, nettarine e kiwi praticata su poco più di 200 ettari.

Coldiretti ha incrociato i dati dei monitoraggio dell’insetto e conferma la diffusione più intensa dopo che il 2020 aveva fatto registrare una generale diminuzione. Secondo il coordinatore scientifico del progetto di Coldiretti Verona che dal 2019 monitora la presenza del parassita sulle frutticole, Dott. Massimiliano Pasini di AGREA Centro studi “La situazione della diffusione e intensità di popolazione della cimice asiatica (Halyomorpha halys) nell’area sud veronese (melo e pero) è tornata a preoccupare, dopo che il 2020 aveva fatto registrare una generale diminuzione. La media di presenze stagionali è di 13 cimici adulte e 18 in fase giovanile, contro rispettivamente 8 e 5 nel 2020. Nella Bassa Padovana la situazione non è molto diversa, conclude Coldiretti.

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