Il progetto BioRescue ha generato altri tre embrioni di rinoceronte bianco del Nord, portando il totale a 12

30 Luglio 2021 By Andrea

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Il team internazionale di scienziati che sta lavorando per salvare la specie ha dato vita ad altri tre

embrioni puri di rinoceronte bianco del Nord.

Questa volta gli scienziati sono stati in grado di usare lo sperma anche di un altro maschio,

incrementando così la diversità genetica degli embrioni.

Il 9 luglio gli scienziati e i conservazionisti del Leibniz Institute for Zoo and Wildlife Research
(Leibniz-IZW), del Safari Park Dvůr Králové, del Kenya Wildlife Service e di Ol Pejeta
Conservancy hanno condotto con successo, per la sesta volta, la raccolta di ovociti a Ol Pejeta.
Subito dopo il prelievo, 17 ovociti (che portano a 80 il totale degli ovociti raccolti dall'inizio delle
procedure, nel 2019, ad oggi) sono stati trasportati per via aerea al laboratorio Avantea a
Cremona, in Italia, per la maturazione, la fecondazione e lo sviluppo embrionale e la
crioconservazione. Due degli embrioni sono stati prodotti utilizzando lo sperma del maschio di
rinoceronte bianco del Nord Suni, un individuo che ha contribuito alla genetica di tutti gli embrioni
esistenti fino ad ora. Questa volta, però, gli specialisti di Avantea sono stati in grado di utilizzare
anche lo sperma di Angalifu, un maschio di rinoceronte bianco del Nord che viveva a San Diego
ed è morto nel 2014. Il suo sperma era stato precedentemente ritenuto incapace di fecondare
con successo gli ovociti. Tuttavia, dopo aver condotto un test di vitalità utilizzando diversi lotti di
ovociti di maiale, gli scienziati sono stati in grado di identificare lo sperma vitale che ha permesso
loro di creare un altro embrione. Questo eccellente risultato aggiunge alla popolazione
crioconservata la genetica di un individuo completamente estraneo.

"Ancora una volta l'uso di conoscenze provenienti da specie animali da reddito ha aiutato
a identificare un lotto di sperma di Angalifu che potesse essere utilizzato con successo
per produrre embrioni vitali", ha detto il Prof. Cesare Galli di Avantea. "Siamo
impressionati dalla quantità di embrioni ottenuti dai 17 ovociti, data la scarsità del loro
numero e la qualità del seme utilizzato. Questo indica anche che condurre la procedura
su base regolare non solo è innocuo per Fatu, ma addirittura permette di aumentare il
numero di embrioni ottenuti".
In una discussione, prima del prelievo degli ovociti del 9 luglio, il team ha deciso di non eseguire il
prelievo di ovociti su Nájin, la più anziana dei due rinoceronti bianchi del Nord. Il suo futuro ruolo
nel programma scientifico sarà discusso nelle prossime settimane in una prospettiva etica e sarà
annunciata una decisione basata su evidenze scientifiche. Finora nessuno degli ovociti di Nájin è
stato di qualità sufficiente per dare vita ad embrioni vitali: tutti i 12 embrioni prodotti finora, infatti,
provengono da ovociti della figlia di Nájin, Fatu.
"Durante le recenti procedure è stato chiaro che Nájin non è più in grado di produrre un
gran numero di ovociti e che la loro qualità è compromessa", ha detto Jan Stejskal,
direttore dei progetti internazionali al Safari Park Dvůr Králové. "È una signora anziana, e
sembra che non valga la pena sottoporla allo stress di ulteriori procedure. Tuttavia, il suo
stato di salute sarà monitorato frequentemente".
Per quanto riguarda ulteriori sviluppi sul campo, a Ol Pejeta la preparazione delle procedure di
trasferimento degli embrioni è entrata in una fase cruciale. Due femmine di rinoceronte bianco del
Sud sono state spostate nel recinto con Owuan, il maschio sterilizzato di rinoceronte bianco del
Sud che permette di rilevare il periodo di estro delle femmine. Il team sta monitorando
attentamente il benessere di tutti gli animali coinvolti ed inizierà ad osservare e registrare il loro
comportamento e le loro vocalizzazioni in preparazione dei primi trasferimenti di embrioni che,
probabilmente, inizieranno entro la fine dell'anno.
"Siamo molto soddisfatti di come il progetto BioRescue sta procedendo. L’ottenimento di
12 embrioni in totale, compreso il primo embrione dal maschio di rinoceronte bianco del
Nord Angalifu, così come il trasferimento con successo delle due potenziali madri surrogate
nel recinto di Owuan dimostrano la qualità di questo progetto", ha detto il Prof. Thomas B.
Hildebrandt, leader del progetto BioRescue e capo del Dipartimento di gestione della
riproduzione del Leibniz-IZW. "Ora ci stiamo concentrando sul primo trasferimento di
embrioni che è pianificato per i prossimi mesi".
"Il benessere di tutti gli animali coinvolti nel progetto è costantemente monitorato sia
attraverso la valutazione del rischio etico delle procedure ogni qualvolta vengono applicate,
sia attraverso le osservazioni comportamentali", ha detto Barbara de Mori, Direttore del

Laboratorio Etico per la Medicina Veterinaria, la Conservazione e il Benessere Animale
dell'Università di Padova. "Uno staff dedicato sia dell'Università di Padova che del Kenya
Wildlife Service e di Ol Pejeta lavora costantemente alla raccolta dati e controlla tutti i
dettagli del benessere quotidiano dei singoli animali".
Il programma di ricerca BioRescue, finanziato in modo significativo dal Ministero Federale
Tedesco dell'Educazione e della Ricerca (BMBF) e da ulteriori donatori come la fondazione
Nadace ČEZ, il filantropo Dr. Richard McLellan e GE HeathCare, continuerà con il suo ambizioso
piano di creare altri embrioni da ovociti raccolti dalle femmine di rinoceronte bianco del Nord ogni
tre o quattro mesi fino a quando la pandemia di COVID-19 permetterà al team di viaggiare in
Kenya. Con il trasferimento delle madri surrogate completato, il prossimo passo a cui punta il
team del BioRescue è un trasferimento embrionale che avvenga con successo.
"È molto incoraggiante notare che il progetto ha continuato a fare degli importanti
progressi nei suoi ambiziosi tentativi di salvare una specie iconica dall'estinzione. Con 12
embrioni puri di rinoceronte bianco del Nord finora sviluppati, il progetto dovrebbe ora
concentrarsi sui prossimi passi, ossia il trasferimento degli embrioni nelle femmine
surrogate a Ol Pejeta Conservancy, per raggiungere il suo obiettivo finale", ha detto il
segretario di gabinetto del Kenya per il turismo e la fauna selvatica, l'onorevole Najib
Balala.