Notturno d’arte al Castello di San Pelagio

5 Agosto 2015 By Elena Bottin

Nel corso della Prima Guerra Mondiale, dopo la ritirata di Caporetto nel 1917, nel padovano furono allestiti diversi campi di aviazione, tra cui quello di San Pelagio, da cui partì il celebre volo su Vienna di Gabriele d’Annunzio. Il campo, subito smantellato al termine della guerra, era stato predisposto di fronte al “castello”, ovvero villa Zaborra, che oggi ospita il Museo dell’Aria e dello Spazio, dedicato alla storia dell’aviazione. Era un campo dove inizialmente venne stanziato il IV° Gruppo Aeroplani Caproni, ben quattro squadriglie di bombardieri e, verso il mese di maggio vi si stanziò l’87ª Squadriglia detta “La Serenissima”, che era parte delle Divisioni di Cavalleria al comando di Vittorio Emanuele di Savoia-Aosta. Proprio da qui si sviluppò l’impresa di Gabriele D’Annunzio, che in occasione del quarto anniversario dall’inizio della guerra intendeva sorvolare Vienna per dimostrare la superiorità dell’aviazione italiana. A ritardare l’operazione vi furono però alcuni problemi tecnici di autonomia per un volo di oltre mille chilometri, tra andata e ritorno, nonché molte ritrosie da parte del Comando italiano. Dopo due tentativi falliti, la mattina del 9 agosto 1918, alle 5.50 dal campo di San Pelagio si alzarono undici velivoli S.V.A.5 dell’Ansaldo, vanto delle officine italiane. Al centro dello schieramento si trovava il biposto modificato, pilotato dal capitano Palli ma su cui c’era, in qualità di osservatore, Gabriele D’Annunzio. Degli undici aerei partiti sette completarono il volo. Alle 9.20 la città di Vienna fu sorvolata dagli aerei, discesi a circa 800 metri di quota. Furono lanciati 50 mila volantini con un testo in italiano scritto D’Annunzio e altri 350 mila con un più breve testo di Ugo Ojetti, tradotto in tedesco. I sette piloti e il poeta rientrarono a San Pelagio alle 12.40. Il raid, il più lungo compiuto durante la guerra con i suoi mille chilometri senza scalo, produsse nel mondo forte ammirazione. L’impresa di Gabriele d’Annunzio viene ricordata nel Museo che ripercorre storia e mitologia del volo umano, da Icaro alle Frecce tricolori: è possibile visitare gli appartamenti di d’Annunzio e la sala dei piloti del volo su Vienna del 9 agosto 1918. Si può inoltre vedere la mensa dei piloti dell’87ª Squadriglia, allestita nella cucina del castello. Sarà presente un interprete LIS-Lingua dei Segni Italiana, a disposizione del pubblico sordo.