I Notturni d’Arte a Villa Giusti del Giardino “dell’Armistizio”

5 Agosto 2015 By Elena Bottin

Le trattative per l’armistizio, negoziate da due Commissioni militari, ebbero inizio il 1 novembre 1918 e si conclusero nella tarda serata del 3 novembre. L’armistizio di Villa Giusti fu decisivo per la fine del conflitto poiché provocò un deciso indebolimento dell’Impero germanico che non intendeva aderire ad alcuna trattativa di pace trovandosi ancora in notevole vantaggio territoriale lungo il fronte francese. La Commissione italiana era diretta dal Generale Pietro Badoglio; l’interprete fu Giovanni Battista Trener, cognato di Cesare Battisti. La Commissione d’armistizio austro-ungarica era presieduta dal Generale Viktor Weber Edler von Webenau; fra i componenti, il Principe di Liechtenstein in rappresentanza dell’Imperatore Carlo I “il Santo”. Le trattative furono complesse e molto dure, con un intenso scambio di telegrammi fra le Commissioni, gli Stati Maggiori, i Governi e i Sovrani, e con frequenti scontri fra i plenipotenziari. Il trattato ebbe validità a partire dalle ore 15 del 4 novembre; quando uscì la notizia della firma, un alpino issò una bandiera italiana su un albero del parco e il parroco della vicina chiesa di Santa Maria di Mandria fece suonare le campane a distesa, rendendo così pubblica la notizia. Ancor oggi nella villa, di origine medievale, si può visitare la “sala dell’armistizio”, il salone centrale al primo piano dove si svolsero le sedute delle Commissioni. Nella sala sono conservati quasi tutti gli arredi presenti il 3 novembre 1918: il tavolo su cui fu firmato l’Armistizio, in lacca nera secondo il tipico stile di fine ottocento, su cui è stata posta una placca bronzea a ricordo dell’evento; due consolles su cui sono allineati alcuni residuati bellici. Attorno al tavolo, quattro seggiole nere di stile Thonet, delle quali una con le gambe più corte, caratteristica questa che una voce popolare attribuisce al fatto che Vittorio Emanuele III, per la bassa statura, non riuscisse a toccare terra con gli stivali della divisa. In una teca è custodita una bandiera che venne issata da un anonimo alpino su un albero del parco al momento della firma dell’Armistizio. Vi sono anche conservate una statua in bronzo di E. Rubino, rappresentante la Vittoria, donata da Vittorio Emanuele III e una batteria di bombarde della Guerra ’15-’18. Alle pareti, varie fotografie storiche: le foto ufficiali della Villa all’arrivo delle Delegazioni Armistiziali, una foto aerea di Vienna presa durante il famoso “Volo su Vienna” di Gabriele d’Annunzio e da lui stesso donata; una rara aerofotogrammetria di Padova eseguita dall’aviazione germanica nell’agosto del 1918; ritratti autografati del re, dell’ammiraglio Thaon di Revel, del Generale Diaz e del Maresciallo d’Italia Pietro Badoglio, che fu il Presidente della Commissione italiana d’Armistizio; fotografie di un incontro del Presidente del Consiglio Antonio Salandra con il Re nel giardino del parco. È presente anche una riproduzione in bronzo dello storico Bollettino di Guerra del 4 novembre 1918 che comunicava la fine della guerra e la vittoria delle truppe italiane.