Sui campi di Fiandra sbocciano i papaveri

5 Agosto 2015 By Elena Bottin

Gli orrori del conflitto e le tragedie personali che colpirono la giovane crocerossina, la maturazione sentimentale, psicologica e professionale di una donna medio–borghese, i suoi sentimenti, i suoi ricordi, le sue emozioni conseguenti ad un inaspettato legame con un piccolo cimitero sperduto fra i boschi di uno sconosciuto altopiano d’Italia, vengono messi in scena “fotografando” il momento della prima visita di Vera alla tomba del fratello Edward a Granezza. Durante quella visita Vera decise che quel luogo doveva essere anche la sua ultima dimora. Nel settembre del 1970 infatti, per sua volontà, le sue ceneri furono portate in Italia dalla figlia e sparse accanto alla lapide del fratello in quel piccolo camposanto. Centinaia di visitatori giungono ogni anno da Regno Unito, Stati Uniti, Canada, Australia, Sud Africa, per rendere omaggio al Capitano Brittain, che fu immortalato nell’opera letteraria della sorella. Vera Brittain infatti fu anche un’ottima scrittrice, e il suo impegno sociale e politico, oltre al rifiuto della guerra dopo gli orrori vissuti, la portarono ad occuparsi di diritti civili e, in particolare, a lottare per il suffragio femminile e a svolgere un’intensa attività nel movimento pacifista inglese.