I rusteghi

3 Novembre 2011 By Redazione

La perenne attualità de I Rusteghi è legata al contrasto fra generazioni che anima compiutamente la commedia: da una parte due giovani che istintivamente si arrogano il diritto di fare da soli le proprie scelte, sostenuti dal naturale buon senso di un mondo femminile inquieto, ingenuamente e inconsapevolmente ribelle; dall’altra quattro “rusteghi” vecchi più d’animo che d’età, impauriti dal nuovo, ostinatamente fermi alla difesa di valori sorpassati, di virtù ridotte a sterili fissazioni, di beni e di potere da preservare contro una cultura sconosciuta.
Le vicende della commedia si dipanano nel breve arco di una mezza giornata, all’interno di stanze e case sempre uguali, piene di silenzi, sogni nascosti, ripicche e brontolii che sottolineano l’intero passaggio del tempo.
Tra le più recenti messinscena esasperatamente corrucciate e gli effetti scontati di un vecchia tradizione interpretativa, la compagnia “La Barcaccia” cerca una sua terza strada, un punto d’incontro che consenta una visione critica della vicenda, senza tuttavia ignorare del tutto quel patrimonio di teatro naturalmente costruitosi nelle letture d’una commedia, ove del resto anche la veneziani e del dialetto altro non sono che geniali ricreazioni goldoniane al fine di costruire un più felice meccanismo teatrale.
Lo stesso “lieto fine” conclusivo, sembra sussurarci l’autore, è in realtà solo teatro; la vita vera continuerà con i suoi contrasti e sussurri.