Dalla Notte Europea dei ricercatori a Non è magia è chimica

14 Settembre 2015 By Elena Bottin

La Notte Europea dei ricercatori, indetta per il 25 settembre, e la manifestazione “Non è magia è chimica”, prevista per la settimana che va dal 21 al 25 settembre, sono due eventi che, inseriti in più ampio progetto dell’Ateneo patavino, vogliono dare spazio alla comunicazione scientifica cercando di valorizzare quello che è il patrimonio culturale universitario attraverso una diffusione capillare non solo all’interno della formazione didattica ma anche nel territorio veneto. «Siamo orgogliosi di presentare il nuovo Museo delle Scienze Naturali (MusNa) di Palazzo Cavalli, – spiega il rettore Giuseppe Zaccaria – una struttura che riveste la notevole ambizione di diventare il più grande museo del genere nel Triveneto. L’impegno non è da poco, visto che si tratta di armonizzare e fondere in un solo percorso quattro storici musei dell’ateneo: antropologia, geologia-paleontologia, mineralogia-petrografia e zoologia. Al suo interno, come museo di storia naturale di collezione universitaria, ci sono testimonianze di attività didattica e di ricerca nell’ambito delle varie discipline scientifiche che risalgono al Settecento e che sono tuttora importanti strumenti di indagine». Il nuovo museo continuerà a presentarsi a carattere “universitario” e quindi sarà ancora utilizzato come sede di ricerca e didattica, ma non per questo eviterà di presentarsi al pubblico e al territorio con una nuova attrattività. «Il progetto si trova inoltre al centro di un’area museale straordinariamente ricca, tra la Cappella degli Scrovegni, Palazzo Zuckermann e i Musei Civici Eremitani – continua il rettore – e conterrà 250mila reperti e 2000 collezioni tematiche all’interno di 7000 metri quadrati. L’investimento negli anni, a partire dal 2003, è stato notevole ed è paragonabile a 17 milioni di euro: l’Ateneo nei primi anni si è avvalso di un importante aiuto dallo Stato, poi dei finanziamenti di Ascus, legata al Ministero dell’Ambiente e infine di un contributo della Regione Veneto». All’Ateneo preme in particolar modo sottolineare l’“unitarietà” del disegno di divulgazione scientifica che pervade in questi ultimi anni Padova. «Dal 5 giugno l’atrio di Palazzo Cavalli, futura sede del museo – spiega Giulio Peruzzi, delegato alla comunicazione della cultura scientifica e alle attività museali – ospiterà un allestimento multimediale che permetterà di familiarizzare con le scelte di fondo, la grafica, la tecnologia che caratterizzeranno il MuSNa». La Notte dei ricercatori che l’anno scorso ha visto una partecipazione di ben 6000 persone sensibilizzando bambini e adulti al tema della ricerca scientifica, sarà preceduta da una “pre-notte”. Non mancheranno visite guidate, miniconferenze, i gazebo presso il Palazzo del Bo che ospiteranno giochi, esperimenti e laboratori di alcuni dipartimenti di Ateneo. «Quest’anno – afferma Peruzzi – ci siamo mossi con largo anticipo in maniera tale da sviluppare la manifestazione nel miglior modo possibile, dandole la possibilità di articolarsi in un programma sempre più vasto. A Padova, in onore dell’anno internazionale della luce, si è scelta proprio la luce come tema ispiratore dell’evento». Quest’anno alla Notte Europea dei ricercatori si unirà idealmente la manifestazione “Non è magia è chimica”, evento organizzato dal Dipartimento di Scienze Chimiche, che promuoverà insieme agli altri Dipartimenti una serie di iniziative di vario genere in forma di “settimana della cultura scientifica e tecnologica”. In seguito potrebbe diventare un appuntamento fisso, nel frattempo, a partire dal 22 maggio, sono state coinvolte le scuole in conferenze in grado di interessare i ragazzi e incuriosirli in quello che è il mondo della ricerca. «Data la vastità di iniziative simili che ormai sorgono come “funghi” – spiega Paolo Maria Scrimin, Direttore del Dipartimento di Scienze Chimiche – abbiamo preferito “concentrarle” in una settimana sola, una “settimana della scienza” se così vogliamo chiamarla. Chiederemo ai ragazzi e al pubblico di adulti di “scoprire” cosa si cela dietro alle presunte magie». Per la prima volta i colleghi del Dipartimento di Scienze Chimiche hanno deciso di intervenire in prima persona per aprire uno spazio di incontro con i cittadini e sensibilizzare i giovani sui temi della ricerca.

Camilla Bottin