Vite a scadenza

10 Luglio 2013 By Elena Bottin

A quei tempi nessun uomo, nemmeno uno, aveva idea dell’ora in cui sarebbe morto.
Come facevano a sopportare una cosa del genere? Questa incertezza!
Questa angoscia! Io non avrei avuto un attimo di pace! Non sarei riuscito a pensare a nient’altro.
Come faceva a vivere quella gente?
Non poter neanche fare un passo fuori di casa!
Come faceva quella gente a fare progetti?
Come faceva a proporsi una data cosa?
Io lo trovo orribile.
Una massa di gente, le strade nere di folla e tut­to a un tratto sollevano sulle spalle una donna che grida:

«Via le cap­sule! Ora non si muore più! Ora tut­ti vivranno per tutto il tempo che vorranno! Libertà! Libertà!»