Turn Over
18 Marzo 2014Scritto alla fine del ‘900, rimane l’attualità del tema: un’amara critica all’impossibilità umana di amare, o meglio, alle difficoltà che un amore vero implica nel realizzarsi. I contatti umani sono ridotti a mero comportamento sessuale, pura furia negli istinti e negli intenti.
L’intreccio si basa sugli incontri tra dieci personaggi di dieci differenti condizioni sociali e umane: la prostituta, il soldato, la cameriera, il giovane signore, la giovane signora, il marito, la ragazzina, il poeta, l’attrice, il conte. In una serie di dieci quadri i personaggi dialogano due alla volta, per poi concludere immancabilmente il dialogo con un atto sessuale.
Ma l’atto sessuale che conclude ogni quadro è preceduto da un corteggiamento, una sorta di rito o danza dell’accoppiamento: i dialoghi e le interazioni tra i personaggi tendono a far risaltare l’aspetto grottesco di una comunicazione che tende solo a celarne i veri intenti. Non a caso coloro che vengono coinvolti nel girotondo sono poi rappresentanti di tutte le classi sociali senza distinzioni: l’aridità colpisce tutti inevitabilmente.
Eppure, pur trattando un tema così serio, così complesso, così ricco di risvolti psicologici, lo spettacolo è divertente, con continui sconvolgimenti e risate inattese: si ride di sé, si ride degli stereotipi dei comportamenti umani, si ride delle proprie debolezze, si ride dell’ipocrisia, senza pietà. Oggi come ieri, come mille anni fa e, probabilmente, come domani: l’animo umano non cambia nei secoli!
E il Turn over continua…