1914: una guerra inevitabile?
18 Marzo 2014L’incontro fa parte del ciclo di seminari dal titolo “Guerre del Novecento” organizzato dall’Istituto veneto per la storia della Resistenza e dell’età contemporanea, in collaborazione con l’Università e il Comune di Padova. Al di là degli anniversari del 1914 e del 1944, il tema della guerra e della violenza nel XX secolo è stato e continua a essere un terreno decisivo della ricerca storica contemporaneistica, in virtù del carattere pervasivo (ma assai diseguale) della “scelta della guerra” nella politica e nella cultura novecentesche.
“[…] giungere così quanto prima alla cessazione di questa lotta tremenda, la quale, ogni giorno più, apparisce inutile strage”, così scriveva il primo agosto del 1917 Papa Benedetto XV, Giacomo della Chiesa, nella sua Lettera ai Capi dei popoli belligeranti.
Da iniziale guerra europea si trasformò ben presto in Mondiale per essere infine ricordata come “Grande Guerra”. La sua macabra contabilità è davvero impressionante: 70 milioni di uomini mobilitati, 9 milioni di vittime tra i soldati e 7 milioni tra i civili. La concatenazione degli eventi poteva avere altro corso?
Marco Mondini si è laureato in Storia all’Università di Siena con una specializzazione in Storia Contemporanea. Insegna Storia Contemporanea al Dipartimento di Scienze Sociologiche dell’Università di Padova. Le sue ricerche hanno avuto per tema la Storia dell’Italia postunitaria, le due Guerre Mondiali e delle istituzioni militari nell’Europa Contemporanea.