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  10/04/2013            21:00
Tu, Uomo?

Tu, Uomo?


All'interno della rassegna Universi Diversi, spettacolo in prima nazionale, un atto unico scritto e diretto da Renata Rebeschini con Sara Favero, Paola Ferraresi, Eleonora Fontana.


Il tema della violenza sulle donne continua a far parlare giornali e TV. Dibattiti, inchieste, domande, propositi, interviste, iniziative, progetti, racconti, ogni giorno si parla del crescente problema, tanto che si è deciso addirittura di creare la giornata mondiale contro la violenza sulla donna. Morire davvero oppure solo dentro, di botte, di stupro, di sevizie psicologiche, di stalking, mentre un contagocce di denunce segnala poco e niente di un oceano che nessuno è in grado di esplorare. Una strage di genere. Un orrore.
Il problema riguarda la cultura degli uomini, radicata nel senso del possesso e le donne spesso non reagiscono per vergogna e perché credono che l’amore prevalga. Invece bisogna creare una cultura dell’antiviolenza. Una donna su tre subisce violenza fisica, sessuale o psicologica nel corso della proprio vita e non lo dimenticherà più. Lo shock la perseguiterà per sempre e condizionerà la sua vita di donna, di moglie, di madre. Ciò dimostra l’urgenza di ripartire dalle relazioni donna-uomo, e proprio gli uomini inizino davvero a farsi carico di questa vera e propria tragedia. Ma il vero problema è cambiare la mentalità degli uomini. Scrive Dacia Maraini: “La violenza si combatte insegnando il rispetto. Tutte le interpretazioni biologiche delle differenze e dei contrasti fra i sessi, portano dritto al razzismo. Chi spiega la violenza con ragioni naturali in realtà non vuole cambiare lo stato delle cose. Infatti la natura è immutabile (se non a lunghissimo termine) mentre la cultura e la storia sono suscettibili di trasformazione, anche rapida.”
Ecco, la cultura. Cultura che è informazione, conoscenza, consapevolezza.
Stabilito che l’unico messaggio legittimabile può esistere unicamente in forma di comunicazione, ne deriva la considerazione che quanto maggiore fosse l’efficacia di questa tanto maggiore potrebbe essere la possibilità di avvicinarsi all’obbiettivo prefissato. Ciò ci conduce a pensare a forme di comunicazione diverse che posseggano in se stesse una notevole capacità di essere ricordate a lungo. Trattare l’argomento sotto forma di teatro d’attore risponde a questi requisiti dal momento che si alimenta dei valori etici ed estetici propri di ogni arte e si configura come eccellente mezzo di comunicazione educativa.
Quindi il meccanismo di prevenzione si attiva con ispirazioni legate a forme teatrali che, rifuggendo da banali tentazioni didattiche, puntino invece al racconto di storie vere sublimate dalla mediazione dell’arte che ne aumenta la potenza comunicativa.
Diceva Goethe “L’uomo rozzo s’accontenta di veder succedere qualcosa sotto i suoi occhi, l’uomo istruito vuole provare sentimenti e la riflessione è cara solo a chi è veramente colto”.
E poiché nulla come il Teatro può, grazie alla straordinaria efficacia della comunicazione legata al coinvolgimento emotivo, entrare nell’animo umano, Renata Rebeschini ha deciso di scrivere e realizzare lo spettacolo: Tu, Uomo?
La forma teatrale può trasmettere emozioni e pensieri più di quanto qualsiasi altro mezzo di comunicazione possa fare. La speranza è che, raccontando in modo divertente, ironico, appassionato alcune storie “vere” di forme di violenza di uomini nei confronti delle donne, violenze non necessariamente e non tutte di tipo fisico, si riesca a colpire nel segno e, chissà, magari a contribuire a far nascere una cultura vera, corretta, universale.
La scena si svolge nella cucina di un appartamento. Tre amiche vi si trovano per preparare una “cena con pizza” alla quale sono invitati anche tre giovani uomini, aspiranti innamorati… Tra un ingrediente e l’altro, tra un’impastata e l’altra e nell’attesa della lievitazione le tre amiche chiacchierano, cantano e si fanno confidenze. on le loro aspirazioni e i loro problemi, con le speranze e le ambizioni che le animano
Ma cosa avranno mai da raccontarsi le tre amiche? Parleranno di… politica?… di lavoro?… di salute… o, visto che si tratta di tre giovani donne, di… uomini?
Sì, l’argomento, gira e rigira è sempre quello: gli uomini e i loro comportamenti nei confronti delle donne.
Ed è qui che comincia la ricerca.
Le tre donne, facendoli propri, raccontano, con emozione, con rabbia, con ironia, con emozione, con turbamento, con dolore, con passione, alcuni episodi di vita veramente accaduti: c’è quello grottesco, quello di ordinaria amministrazione, quello quasi misterioso e poi terribilmente chiaro…
Hanno tutti, in comune, l’atteggiamento di qualche personaggio di sesso maschile, che si fatica a chiamare uomo. Ma gli “uomini” esistono ancora?

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Auditorium,     Centro culturale Altinate/San Gaetano, via Altinate 71, Padova
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Biglietto intero 8 euro, ridotto studenti e over65 5 euro. Info 049 692110.

info@teatrodellagranguardia.it
www.teatrodellagranguardia.it

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