Tu, Uomo?
23 Ottobre 2013Il tema della violenza sulle donne continua a far parlare giornali e TV. Dibattiti, inchieste, domande, propositi, interviste, iniziative, progetti, racconti… ogni giorno si parla del crescente problema, tanto che si è deciso addirittura di creare la “giornata mondiale contro la violenza sulla donna”. Morire davvero oppure solo dentro, di botte, di stupro, di sevizie psicologiche, di stalking, mentre un contagocce di denunce segnala poco e niente di un oceano che nessuno è in grado di esplorare. Una strage di genere. Un orrore. Il problema riguarda la cultura degli uomini, radicata nel senso del possesso e le donne spesso non reagiscono per vergogna e perché credono che l’amore prevalga. Invece bisogna creare una cultura dell’antiviolenza. Scrive Dacia Maraini: “La violenza si combatte insegnando il rispetto. Chi spiega la violenza con ragioni naturali in realtà non vuole cambiare lo stato delle cose…”
Renata Rebeschini, autrice dello spettacolo, non è voluta restare ferma a guardare ma, grazie alla forza emotiva del teatro, ha voluto con forza questo spettacolo perché nessuno debba girare la testa davanti ad una tale vergogna culturale. Così è nato l’appassionante:
Tu, Uomo?
di Renata Rebeschini; disegno scene di Nicola Perin; disegno luci di Micaela Grasso; con Sara Favero, Paola Ferraresi e Eleonora Fontana; ideazione e regia di Renata Rebeschini.
La scena si svolge nella cucina di un appartamento. Tre amiche vi si trovano per preparare una “cena con pizza” alla quale sono invitati anche tre giovani uomini, aspiranti innamorati… Durante i preparativi cosa avranno mai da raccontarsi le tre amiche? Parleranno di… politica?… di lavoro?… di salute… o, visto che si tratta di tre giovani donne, di… uomini? Sì, l’argomento, gira e rigira è sempre quello: gli uomini e i loro comportamenti nei confronti delle donne. Ed è qui che comincia la ricerca. Le tre donne, facendoli propri, raccontano, con ironia, con emozione, con rabbia, con turbamento, con dolore, con passione, alcuni episodi di vita veramente accaduti: c’è quello grottesco, quello di… ordinaria amministrazione, quello quasi misterioso e poi terribilmente chiaro… Hanno tutti, in comune, l’atteggiamento di qualche personaggio di sesso maschile, che si fatica a chiamare “uomo”. Ma gli “uomini” esistono ancora? O sono scomparsi? O sono le donne che non riescono ad incontrarli? Intanto ascoltiamo le storie, assolutamente Vere, che le tre amiche sveleranno, tra canti, balli, suonate, risate e pianti. Senza dimenticare le pizze…