Orestea. Agamennone, schiavi, conversio
19 Marzo 2019Leone d’argento per il teatro alla 46° edizione della Biennale di Venezia, la compagnia trevigiana Anagoor presenta dal 20 al 24 marzo al Verdi di Padova un’originale versione, complessa e visionaria, della trilogia di Eschilo: Orestea. Agamennone, schiavi, conversio. Lo spettacolo coprodotto dal Teatro Stabile del Veneto insieme a Anagoor, Centrale Fies, TPE – Teatro Piemonte Europa e Teatro Metastasio di Prato, con la drammaturgia di Simone Derai e Patrizia Vercesi, autori anche della traduzione dal greco, porta in scena un teatro fatto di visioni affascinanti ed estremamente contemporanee.
La trama
L’Orestea di Eschilo è l’unica tragedia a essere giunta completa fino ai giorni nostri dal V secolo a. C., una riflessiva esplorazione della saga degli Atridi, storia potente fin dall’intreccio, quando Agamennone tornato a casa dalla guerra di Troia, è ucciso dalla moglie Clitennestra e vendicato dal figlio Oreste. L’opera si apre, infatti, con un capitolo tremendo, l’Agamennone, colui che per conseguire obiettivi di potere non evita di sacrificare i beni più preziosi, la felicità, gli affetti più cari. Il trono di Argo si erge su un cumulo di cadaveri di figli: il cumulo delle ricchezze ricavate dalla conquista è prezzo pagato con il sangue. Su questo coacervo di violenza pregressa e continua si innesta una catena di episodi cruenti dettati dalla cultura della vendetta che, esplodendo furiosamente in seno alla famiglia, formano la trama dolorosa dell’Orestea: un padre uccide la figlia, una sposa uccide lo sposo, un figlio uccide la madre.
L’allestimento
In questo nuovo allestimento il testo è inizialmente assunto nella sua integralità, per poi condensarne ed espanderne i nuclei fondamentali fino a tradirlo, affiancandolo o sostituendolo con un arcipelago di altri testi. Un immaginario inedito e potente, che mescola il canto, l’orazione e la danza a un sapiente utilizzo del video.
Si tratta di un’opera sull’Orestea più che di una sua riduzione, del frutto di un’immersione bruciante nella poesia e nel pensiero filosofico di Eschilo, un lavoro che, in un tempo in cui il discorso politico tende alla semplificazione e allo slogan, rinnova le domande sul senso della vita, della morte e della giustizia accompagnando lo spettatore al cospetto dell’antico attraverso lo sguardo vivo e vivificante del teatro.
La produzione del Teatro Stabile del Veneto
La compagnia Anagoor ha intrapreso un percorso artistico capace di innovare e rinnovare i linguaggi della scena, portando avanti, con costanza e coerenza, una ricerca rigorosa, di forte impatto visivo e di rilevante contenuto culturale e politico. Lo Stabile del Veneto ha guardato con interesse al loro procedere sulla scena nazionale ed internazionale fin dall’affermarsi all’attenzione di pubblico e critica con lo spettacolo Tempesta, ospitato nella prima edizione del Premio Off. In questo senso la scelta di partecipare alla produzione di Orestea rappresenta solo l’ultimo tassello di un percorso che consolida il particolare interesse dello Stabile verso le emergenze artistiche. autentici innovatori che, partendo dal Veneto, hanno saputo sperimentare nuovi approcci e differenti modelli di intervento nell’ambito delle arti performative.
Incontro con gli artisti
venerdì 22 marzo ore 17.00
Teatro Verdi
conduce Carlo Mangolini
20 > 24 marzo 2019
Mercoledì 20 marzo ore 20.00
Giovedì 21 marzo ore 20.00
Venerdì 22 marzo ore 20.00
Sabato 23 marzo ore 20.00
Domenica 24 marzo ore 16.00