Non esistono più le mezze stagioni

7 Settembre 2017 By Elena Bottin

Non esistono più le mezze stagioni… di questi tempi non poteva essere titolo più azzeccato… e così sabato 16 settembre, alle ore 21, sul palco del Piccolo Teatro Don Bosco una quindicina di allievi (dai 16 ai 75 anni) della Scuola di ballo Arthur Murray di Padova insieme ai loro insegnanti – Barbara, Irene, Vasile, Irene – proporranno una spettacolo in cui si alterneranno coreografie di gruppo ed esibizioni in coppia… in un misto di emozioni che varieranno dalle spensierate atmosfere estive alle dolci e familiari coccole natalizie… in un brio di musica, espressione e tanto tanto ballo: dal tango argentino alla rumba, dalla salsa al bolero fino allo swing, e ancora country two step, fox trot, cha cha cha, bachata, l’immancabile valzer e tanti altri… Il tutto tra melodie e ritmi che incrociano Azzurro di Celentano con Rain di Mika, L’amore esiste di Francesca Michelin con Fiore di maggio di Fabio Concato; da November rain dei Guns N’Roses a It’s a raining mandi Geri Halliwell…
Ma c’è di più! Non esistono più le mezze stagioni raccoglierà fondi per l’associazione Uniti per crescere, una onlus padovana nata nel 2008 per iniziativa di alcuni medici della Clinica pediatrica di Padova e di genitori di bimbi affetti da malattie neurologiche, malattie che segnano profondamente la vita dei piccoli e delle loro famiglie e per cui, nella maggior parte dei casi, non esiste una cura definitiva e l’intervento terapeutico è orientato a misure di supporto e terapie sintomatiche. Le malattie neurologiche rappresentano circa il 30% delle patologie trattate nella Clinica Pediatrica di Padova.

L’associazione si propone di assicurare le cure migliori e la possibilità anche per questi bambini di giocare, studiare, imparare, avere amici, crescere e sognare, come tutti. Tre i principali obiettivi: migliorare la vita dei bambini, dei loro genitori, dei loro fratelli; sostenere il reparto di Neurologia Pediatrica di Padova; diffondere la conoscenza delle malattie neurologiche del bambino, dei bisogni di chi ne è colpito, e del ruolo che tutti possono giocare per migliorare la vita di questi piccoli pazienti.
Uniti per crescere è attiva in vari progetti di inclusione scolastica, sostegno psicologico ai fratelli, sostegno al reparto di neurologia pediatrica, servizio di accoglienza in ambulatorio, incontri nelle scuole con lo scrittore Luigi Dal Cin e collana di libri “Uniti per crescere”, premio letterario “Diversamente uguali: la disabilità vista con gli occhi di bambini e ragazzi”.

Lo spettacolo Non esistono più le mezze stagioni è un’ulteriore occasione di sensibilizzazione e di raccolta fondi, grazie alla partnership con la Scuola di ballo Arthur Murray di Padova, che ha aperto l’attività in città da quattro anni nella sede di via Milazzo 10 a Padova, ed è una delle 12 presenti in Italia, tra le oltre 300 sedi sparse in tutto il mondo.
La Scuola di ballo Arthur Murray – citata anche nel famoso film Dirty Dancing (1987, con Patrick Swayze e Jennifer Grey) – è considerata una delle migliori scuole di ballo al mondo, dove a tecnica, metodo e professionalità si abbina una forte dimensione di socialità che si realizza in occasioni di incontro, divertimento, incrocio di competenze e occasioni di solidarietà.
«Compiamo proprio questo settembre i nostri primi quattro anni di attività – commenta Barbara Santinato, responsabile della sede padovana della Scuola di ballo Arthur Murray – e abbiamo iniziato a proporre, con i nostri allievi, queste occasioni di spettacolo per sostenere progetti di solidarietà. Ballo e solidarietà sono un binomio che ci appartiene. Del nostro fondatore Arthur Murray si dice che lo slogan preferito fosse “Se potete camminare, allora vi insegnerò a ballare”… ecco pensiamo che poter camminare ha tanti significati, anche quello di fare percorsi insieme. Il ballo, poi, per sua natura ci insegna l’armonia che nasce nella coppia o nel gruppo. Insieme, coordinando i passi, anche quando sono diversi tra l’uno e l’altro ballerino, nasce qualcosa di nuovo. Per noi insegnare a ballare, oltre a essere una professione, è l’occasione per aiutare le persone a stare meglio con se stesse, con gli altri, a migliorare la socialità, ma anche il proprio benessere fisico, i benefici sono davvero moltissimi. Perché quindi non condividerlo ulteriormente?».