Maria Addolorata + I Mole People

8 Novembre 2013 By Elena Bottin

Maria Addolorata
Il dolore è una di quelle rare sensazioni vere, primordiali, ci accompagna dall’origine, è una costante, ci sceglie; è un tipo di peso senza il quale non potremmo sentirci vivi.
La macchina del corpo comporta in sé anche il dolore, esso diventa parte quotidiana delle nostre vite; sono poi le pelli e le voci che si esprimono diversamente, ma il dolore è qualcosa di puro e duro, unico e un po’ universale; lo affrontiamo, subiamo, lo vediamo com’è: slogato, lussato, ferite, lacerazioni, dolori, disperazioni.
Uno studio su autentici avvenimenti di dolore.
Ci interessa lavorare partendo dall’elementarità dei corpi, trovare l’ironia e la leggerezza nella gravità delle situazioni.
In scena l’uomo nel suo intimo rapporto con il dolore attraverso una ricerca cinica, profonda, verticale, libera da sovrastrutture stilistiche ed estetiche.
Due corpi attraversano questa esperienza come accidentali martiri contemporanei che provano a sopravvivere agli eventi e a loro stessi.
Il dolore è totalmente inaspettato, imprevedibile; i due attendono solo che arrivi, che li investa, generando una inevitabile reazione fisica.
Grezze processioni kantoriane alternate a sequenze danzate, canto e verbo; scene di una moderna sacra rappresentazione del quotidiano che, restando volutamente in superficie, trascende le intenzioni degli autori, lasciando spazio all’esperienza dello spettatore.

Il Gruppo di Teatro Campestre – I MOLE PEOPLE
di e con Elisabetta Granara
supporto musicale Michele Bernabei
«I Mole People sono una band che sposa innovazione e fascino retrò. I Mole People hanno un vasto repertorio di canzoni d’amore e di morte e spaziano dalla war song alle dolci ballate, passando per il jazz e l’indie rock. I Mole People sono un rétro acoustic duo. Uno sa suonare, l’altro no. Indovinate chi c’è con voi stasera».
I Mole People (dal titolo originale del film di fantascienza “Nel Tempio degli Uomini Talpa”, del 1965) sono un progetto teatrale-musicale del Gruppo di Teatro Campestre e sono composti da Elisabetta Granara (ukulele, kazoo, uovo), accompagnata a volte da veri musicisti o guest stars. L’attrice, che si ispira contemporaneamente alle atmosfere del varietà e dell’ambiente musicale indie, recita la parte di una musicista alle prime armi abbandonata dall’altro componente della band, chiamata I Mole People. In un contesto decisamente superiore alle sue capacità, cerca di barcamenarsi come meglio può fino alla fine della sua performance, cantando canzoni arcinote, nella speranza che qualcuno venga a salvarla dal massacro al quale va incontro.