Marco Paolini in ‘ITIS Galileo’
10 Aprile 2013Il padre della scienza moderna, infatti, appare agli occhi dei contemporanei come un grande divulgatore dei propri studi, ma soprattutto come una mente che rimane aperta al dubbio fino alla fine, fino alla vecchiaia. Quando si parla di Galileo si pensa sempre a un anziano venerando: sarà una questione di iconografia, ma forse è anche perché si capisce che lo scienziato non si mette mai in pensione con la testa. Anzi, le scoperte più importanti le raggiunge dopo i sessant’anni. Galileo vive quattrocento anni prima di noi, in un’epoca governata da certezze e rigidità di pensiero, ma alcuni elementi tornano oggi a riaprire il confronto con quel passato. L’obbiettivo di Marco Paolini con questo spettacolo teatrale è quello di coinvolgere nel ragionare, non solo nel raccontare, arrivare a una situazione in cui il pubblico non sia seduto tranquillo, sapendo di dover fare lo spettatore e basta. Va in scena a teatro un dialogo, anche se non proprio sopra i massimi sistemi, ma almeno su di un “minimo comune e multiplo”.
Consulenza scientifica: Stefano Gattei
Consulenza storica: Giovanni De Martis
Elementi scenici: Juri Pevere
Consolle audio: Gabriele Turra
Assistenza tecnica: Graziano Pretto, Michele Mescalchin
Direzione tecnica: Marco Busetto
Illuminotecnica e fonica: Ombre Rosse
Produzione: Michela Signori, Jolefilm, 2010