La spedizione dei mille + 5 in ritardo

22 Novembre 2011 By Valentina

La vicenda, raccontata in chiave comica, è ambienta in una giornata del novembre 1860, in una locanda in Piemonte.
I 5 protagonisti sono tutti giovani, giovani in cerca di un posto nel futuro, come sono i giovani di oggi, o forse i giovani di ogni tempo. Ognuno di loro proviene da un particolare ambiente socio- economico e culturale ed è portatore di una specifica problematica dell’Italia del tempo: un brigante del sud in fuga da un mondo che non gli offre alcuna prospettiva, un “presunto” giornalista dalle improbabili origini inglesi in cerca di fortuna e successo, un locandiere con il problema di mantenere viva la sua attività commerciale, una popolana alla disperata ricerca del proprio riscatto sociale, e una giovanissima garibaldina desiderosa di gloria. In questo microcosmo della provincia italiana, ai cinque protagonisti giungono notizie, più o meno distorte, di ciò che avviene nel mondo esterno, dei suoi innumerevoli problemi e contraddizioni, della rivoluzione/evoluzione in atto nella società. In particolare, le informazioni riguardano Garibaldi e la sua “spedizione”.
In scena in ordine di apparizione il locandiere Cecu, Riccardo De Leo, la simpatica Iuccia, Vanina Bianco, la contesa Rosina, Lia Tomatis (autrice del testo), il brigante De Palma, Gianluca Guastella, l’Inglese Robert Brown, Giovanni Mancaruso.
Per i loro interessi, e non tanto per sani ideali, i cinque ipotizzano un loro coinvolgimento nella “Spedizione dei Mille”: non è chiaro in che modo e con quale ruolo ognuno intenda partecipare, ma ovviamente si conclude col nulla di fatto, almeno per loro, perché la spedizione si è ormai conclusa Tra gags, imbrogli e per sembrare quelli che realmente non sono, si perdono la partenza, ma non l’arrivo dei Garibaldini, Inno compreso! Infatti, mentre ognuno di loro mette in scena il proprio “dramma”, illustrando le proprie disavventure ed aspirazioni, cercando di coinvolgere gli altri, la Storia fuori non si ferma e loro si ritroveranno a guardarla passare, sfilare sotto le spoglie di alcuni volontari in festa di ritorno da Teano lungo la strada di fronte alla locanda. Persa l’opportunità di unirsi alla Spedizione dei Mille e “fare l’Italia” ai 5 ritardatari, non rimane altro che provare a “fare gli Italiani”. La sceneggiatura, con la sua allegria trasporta il pubblico in un crescendo di risate, apprezzandola sin dalle prime battute.