Il registro dei peccati
22 Luglio 2014Mentre a Gaza il conflitto riesplode in tutta la sua drammaticità riattivando una spirale di odio che sembra non avere mai fine, da Cittadella Moni Ovadia torna a contrapporre al fragore delle armi la forza della parola recitata, per levare il suo grido inerme contro tutte le guerre e tutte le forme di «nazionalismo imbecille»: stasera sarà in scena nel giardino di Villa Negri a Cittadella, per Arte in terra, con Il registro dei peccati – rapsodia lieve, racconti, melopee, narrazioni.
Nel suo recital-reading Ovadia esplora alcuni tratti della cultura chassidica, una corrente dell’ebraismo che trae origine nel XVII secolo dal rabbino polacco Baal Shem Tov. L’istrionico attore conduce lo spettatore, attraverso un viaggio spirituale, alla scoperta di una cultura che trae fondamento dalla convinzione che Dio è presente in ogni manifestazione del creato. Una cultura nonviolenta, avulsa a ogni nazionalismo, che enfatizzava il valore della “gioia” come strumento di elevazione della consapevolezza spirituale. Un pensiero, «che non poteva che nascere dall’esilio, unica condizione “decente” per l’essere umano», ricorda Ovadia, citando l’invito del filosofo tedesco Franz Rosenzwieg a «mantenere sempre l’indipendenza dei viaggiatori, senza incagliarsi in una terra». «Sono convinto – continua Ovadia – che l’etica ebraica, con la sua totale ripulsa dell’idolatria, sia antitetica al nazionalismo, che altro non è che l’idolatria della terra». Il racconto del mondo chassidico – che intreccia letture, canti e “preghiere” – è così occasione per dare voce al messaggio che percorre tutta l’opera e l’impegno civile di Ovadia: un messaggio universale di apertura, di rifiuto di ogni forma di razzismo e di “confine” imposto che divide l’uomo dall’uomo originando conflitti e spargimento di sangue.
Un messaggio che rappresenta il suggello della proposta di Arte in terra – ideata dal gruppo Volontari di Villa Negri e promossa da Fondazione Cariparo, Comune, Associazione Crut e Banca del Tempo di Cittadella – e fa in qualche modo parte del bagaglio esistenziale del “cittadino del mondo” Ovadia: nato in Bulgaria da una famiglia di ascendenza ebraica sefardita, è cresciuto in Italia. In occasione dello spettacolo di giovedì, l’istrionico drammaturgo ha rivelato anche una piccola curiosità, “scovata” andando a caccia delle sue origini.
Lo spettacolo inizia alle 21.15, preceduto alle ore 21 dal preludio curato dall’attrice Linda Canciani.
Il giardino ospiterà anche un gustoso ristoro di prodotti tipici locali e un mercatino di prodotti artigianali.
In caso di maltempo lo spettacolo si terrà al Teatro sociale di Cittadella.