Il mare, al Teatro Sociale di Cittadella
25 Novembre 2011
I racconti di Anna Maria Ortese composti nel lungo arco di tempo che va dagli anni trenta ai settanta, affiancando la produzione dei grandi romanzi, riflettono sorprendentemente la complessa personalità dell’autrice. Storie quasi senza storia che dipingono una realtà tragica come attraverso un sogno. Spesso sono stati paragonati al fantastico viaggio dantesco nell’aldilà, ad una rilettura ordinata sembrano piuttosto rievocare la teatrale tenerezza del Tasso o la cinematografica leggerezza dell’Ariosto.
Gli avvenimenti narrati sono visti attraverso il ricordo struggente: l’infanzia infelice, ma luminosa; l’adolescenza insicura, ma traboccante; l’amore sfiorato, ma mai posseduto, sentimenti che ricordano il dispettoso rifiuto di Kafka e le illuminazioni improvvise di Joyce.