I dannati della trincea

1 Novembre 2015 By Elena Bottin

Come in sogno che si trasforma in incubo, pian piano, lasciando la realtà di quei momenti come un ricordo, vivido e sempre presente nell’anima e nei segni del territorio che abitiamo quotidianamente, la trincea rappresenta in fondo questo luogo del territorio strappato e mortificato, che è luogo dell’animo umano, perduto e smarrito come in pozzo che non ha una fine.
Come se un’armonia si sia spezzata, lo spettacolo viene concepito, mostrando la dissonanza tra la musica popolare e di festa, che non riguarda le guerre, e l’evento narrato, come in un specchio incrinato. Il modo fuori e il modo dentro la trincea, di chi muore e chi aspetta, di non sa cosa accade e di chi cade, nella tentazione di disertare, cade nello sconforto e nella cieca rabbia.

Al termine dello spettacolo: conferenza e dibattito con lo storico Daniele Ceschin.