4
  29/07/2016   29/07/2016         19:00
Groppi d’amore nella scuraglia

Groppi d’amore nella scuraglia


È “Groppi d’amore nella scuraglia” la perfetta chiosa tra comicità, ironia e parossismo per il ciclo di passeggiate-spettacolo al Parco Treves della rassegna “Treves in Scena”.


Per l’ultimo appuntamento, che si terrà venerdì 29 luglio, ore 19, nella splendida cornice del giardino jappelliano di via Bartolomeo d’Alviano (ingresso da piazzale Pontecorvo), Silvio Barbiero vestirà i panni di Scatorchio, figura immaginifica e sgangherata tratteggiata splendidamente dalla penna di Tiziano Scarpa nell’omonimo romanzo “Groppi d’amore nella scuraglia”. Con la sua magnifica interpretazione di Scatorchio, Barbiero si è già consacrato di fronti a prestigiose platee ricevendo il premio di miglior attore al Fringe Festival di Roma nel 2014. «Questo è l’unico spettacolo per il quale non ho bisogno di prepararmi», ha assicurato Barbiero, «Ogni volta mi chiedo se ciò che viene raccontato nel libro e durante la rappresentazione teatrale sia successo millenni fa o stia succedendo in quel preciso momento. Io non lo controllo, sono solo uno strumento. Il premio al Fringe l’ha vinto Scatorchio».

“Groppi d’amore nella scuraglia” è la saga comica e poetica di questo singolare personaggio, che per fare un dispetto al suo rivale in amore aiuta il sindaco e convince i suoi compaesani a trasformare il suo paese in una discarica di rifiuti, in cambio di un ripetitore televisivo. Attraverso una lingua che attinge ai dialetti del centro-sud Italia, però, il libro – e in questo caso i monologhi di Barbiero, a cui la costumista Anna Cavaliere ha cucito l’habitus di uno straordinaria figura, giullare e solitaria, poeta e clown, – descrivono un percorso di rinascita e, in qualche modo, di redenzione.

Il linguaggio poetico di Scarpa tende a deformare l’immaginario comune e i corpi dei protagonisti diventano archetipi grotteschi di un mondo in sfacelo. Immagini che richiamano Bosch, narrando la storia di Scatorchio e del suo amore per Sirocchia in un paese sommerso dai rifiuti. L’incomprensione iniziale per una lingua confusionaria, nella sua costruzione di Babele, rappresenta una metafora dell’educazione sentimentale, lasciando intuire al pubblico e al protagonista un barlume di luce (speranza) in fondo alla “scuraglia”.

Una passeggiata-spettacolo, che quindi è tutta giocata sul ritmo dei monologhi del personaggio cilatrone e spassoso interpretato magistralmente da Barbiero, dotato di un linguaggio poetico e onomatopeico, che finisce per restituire allo spettatore sempre un sorriso.

Share
Giardino jappelliano,     via Bartolomeo d’Alviano (ingresso da piazzale Pontecorvo), Padova
           clicca qui per visualizzare la mappa

Biglietto unico: 5 euro. In caso di maltempo lo spettacolo verrà annullato. Per informazioni: www.padovanet.it e www.acegasapsamga.it. Infoline: Glamour 338 5483824.



Aggiungi un commento

La tua email non viene pubblicata. *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

147 q 0,142 sec