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  09/12/2016            21:00
Ecce Homo

Ecce Homo


L'autrice e attrice Lucilla Giagnoni porta in scena il suo nuovo monologo che si interroga sul percorso dell'umanità, muovendosi tra Antico e Nuovo Testamento, Darwin e Pinocchio di Collodi.


Fiorentina di nascita e piemontese d’adozione, un’esperienza ventennale con il Laboratorio Teatro Settimo di Gabriele Vacis e Marco Paolini, attrice e autrice teatrale oltre che di cinema, radio e televisione, Lucilla Giagnoni lavora da più di 15 anni sull’interpretazione dei testi sacri in stretto dialogo con la poesia e la scienza. Già autrice di “Vergine madre”, “Big Bang” e “Apocalisse”, l’attrice approda ora a una nuova tappa del suo percorso alla ricerca di ciò che ci rende umani, con nuovo monologo monologo dal titolo “ECCE HOMO” che andrà in scena al Teatro Ferrari venerdì 9 dicembre (ore 21). L’appuntamento si inserisce nel programma di eventi Premio Camposampiero di Poesia Religiosa, concorso nazionale biennale organizzato da Città di Camposampiero e Lions Club Camposampiero. Il Premio, giunto alla sua XXIII edizione, è dedicato alla figura di David Maria Turoldo ed esplora le creazioni artistiche incentrate sul senso del divino indagare, nella contemporaneità, le aspirazioni verso la spiritualità insite nell’essere umano. Un’iniziativa che è entrata quest’anno in sinergia con il progetto del Teatro Ferrari “STAGIONE PRIMA – IL TEATRO PER TUTTI”, curato da La Piccionaia Centro di Produzione Teatrale per il Comune di Camposampiero con il sostegno di Fondazione Antonveneta e in collaborazione con Associazione Culturale Mouge.

Lo spettacolo prende il titolo dalla frase che, nel Vangelo di Giovanni, viene attribuita a Pilato nel momento in cui questi mostra alla folla inferocita un uomo – per alcuni il Messia, per altri un impostore – torturato, deriso e ridotto al livello più infimo dell’essere umano: uno straccio di sangue e carne con in testa una corona di spine, mascherato per burla da Re del Mondo. Ma se dicessimo oggi ““Ecco l’Uomo”, che cosa vedremmo? È intorno a questa domanda cruciale che si sviluppa il lavoro che Lucilla Giagnoni ha scritto, come era stato per “Big Bang”, con la collaborazione di Maria Rosa Pantè e che, sulla scorta di un’accurata conoscenza in diversi campi, dalla fisica alla biologia, dalla teologia alla letteratura, si muove tra l’Antico e il Nuovo Testamento, passando per Darwin, fino a trovare una metafora potente in Pinocchio di Collodi. Una storia lunga più di 6 milioni di anni, che la Giagnoni attraversa seguendo la progressione evolutiva delle specie homo per arrivare alla propria esperienza di donna e, soprattutto, di madre. Accompagnata in scena dalle musiche originali di Paolo Pizzimenti e dalle immagini digitali di Massimo Violato, l’attrice percorre la storia dell’umanità, dalle origini fino ad oggi. Ed è qui che la storia del burattino più famoso di tutti i tempi diventa una metafora antropologica e cristologica, capace di riassumere la storia dell’umanità intera. Attraverso numerosi parallelismi con la Bibbia, Pinocchio diventa infatti il simbolo del percorso di un altro legno, quello della Croce, e insieme del percorso di umanizzazione che ogni uomo è chiamato a compiere nella propria vita. Per immaginare anche un futuro possibile, dopo la progressione che da erectus a sapiens lo ha condotto a diventare homo oeconomicus.

“Che significa, veramente, ‘Essere Uomini’? – si chiede Lucilla Giagnoni -. Negli ultimi secoli l’Uomo ha costruito di sé l’immagine di un Re da cui dipende il destino del mondo e delle sue creature. Ma, forse, la nostra è una favola: la favola di un Re caduto dal trono. ‘C’era una volta un Re’: così inizia ogni favola che si rispetti. Ma, come scrive Collodi, ‘C’era una volta un Re, diranno subito i miei piccoli lettori. No, ragazzi, avete sbagliato. C’era una volta un pezzo di legno’. C’è molta sapienza a incominciare un racconto con un umile pezzo di legno. Che sia la fiaba di un pezzo di legno che vuole diventare a tutti i costi un Uomo, a spiegare finalmente il senso di questo nome?”

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Teatro Ferrari,     via Andrea Palladio 1, Camposampiero
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Biglietti: prevendita presso Libreria Costeniero (Via Mogno 44) e Tabaccheria La Torre (Piazza Vittoria 17) e in vendita al botteghino del Teatro a partire da un’ora e mezza prima dell’inizio dello spettacolo a € 12 l’intero, € 10 il ridotto gruppi ed € 7 il ridotto sotto i 12 anni. Già acquistabili anche i biglietti di tutti gli altri spettacoli di “Stagione Prima”. Ferrari Card: 5 spettacoli a scelta a € 50. Informazioni per il pubblico e prenotazioni telefono 366 6502085.

info@teatroferrari.it


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