Da qui alla luna
24 Gennaio 2020Da qui alla luna è la distanza che coprirebbero grossomodo i 16 milioni di alberi spazzati via dalle tempesta Vaia, mettendoli in fila uno dopo l’altro, ma è anche il titolo evocativo dello spettacolo prodotto dal Teatro Stabile del Veneto e scritto da Matteo Righetto, cittadino di Vigonza, per ricordare, senza retorica, quei giorni di fine ottobre 2018, in cui 8,6 milioni di metri cubi di legno delle Alpi orientali vennero spazzati via dalla furia del vento.
Diretto dal regista Giorgio Sangati, “Da qui alla Luna” con il talento di Andrea Pennacchi, con la sua ironia e la sua umanità racconta la tempesta attraverso lo sguardo dei tre personaggi il muratore Silvestro, Paolo, un giovane studente e la vecchissima Agata, abitanti della vallata bellunese.
Ad accompagnarlo in una suggestiva scenografia allestita con i ceppi di alcuni degli abeti rossi abbattuti da “Vaia” e donati dal Comune di Falcade, le musiche di Carlo Carcano e Giorgio Gobbo (presente in scena con la sua chitarra)
In “Da qui alla Luna” Matteo Righetto, ripercorre con precisione i fatti in una sorta di delicatissimo requiem per una montagna violentata e abbandonata, portando lo spettatore a riflettere sul tema urgente e improcrastinabile dei cambiamenti climatici e più in generale sul rapporto tra uomo e natura, un legame spezzato ormai da tempo, che conviene recuperare per non distruggere il futuro stesso dell’umanità. A cento anni esatti dalla fine della Grande Guerra, gli abeti divelti e schiantati rappresentano, per l’autore i caduti di un nuovo conflitto mondiale: una guerra “ambientale” che dimostra quanto la montagna, la nostra montagna apparentemente inscalfibile, sia in verità fragile ed esposta ai peggiori pericoli, esattamente come l’uomo contemporaneo che tuttavia si crede invincibile.