Cyrano De Bergerac

14 Gennaio 2019 By Elena Bottin

Samo noi sul quel palcoscenico, che vive, nello spazio di poco più di un’ora, la vita di qualcuno; che racconta paradigmi di emozioni senza tempo: un telaio su cui ogni storia può essere tessuta.“

Dove il ridicolo e la tragedia, l’amore e la passione, la violenza e la pena sono davanti a noi: uno specchio su cui incrociamo il nostro sguardo o riconosciamo quello degli altri. Questo è il teatro: iperbole della vita, sintesi perfetta di momenti di vissuto, siano essi reali o di pura fantasia.

Giovedì 17 gennaio ore 21.15- Progetto U.R.T. Compagnia Jurij Ferrini “Cyrano De Bergerac”, di Edmond Rostand, traduzione e adattamento Jurij Ferrini, con Jurij Ferrini e gli attori della Compagnia, regia Jurij Ferrini, scene e costumi Gaia Moltedo ,luci Francesco dell’Elba, aiuto regia Flaminia Caroli

Accade qualche volta che il destino di un paese trasformi un elemento della propria cultura in una figura quasi mitologica e che questa, nel tempo, diventi un segno inalienabile dell’identità di una nazione. Così avviene nell’ultimo ventennio del XIX secolo e precisamente verso la fine del 1897, quando una incantevole rivisitazione neoromantica dell’antica fiaba de La Bella e la bestia, si incarna – tra eroismo individuale e vocazione al sacrificio – nelle imprese di un poeta, soldato, innamorato ed idealista, scorticato dalla vita, con un naso brutto e grosso: Cyrano de Bergerac.

«Attraverso Cyrano, – scrive Jurij Ferrini – Edmond Rostand si rivolgeva, secondo il ricordo del figlio Maurice “ad una generazione senza più alcuna fede. I giovani che ascoltavano i colpi inferti all’animo di Cyrano, e che si consolavano con il suo pennacchio, erano già i condannati del 1914”. Rostand diede loro la forza di morire senza disperarsi. Non potendo impedire che morissero da martiri, gli diede il coraggio di essere eroi; ed è per questo che Cyrano de Bergerac è qualcosa di più di una commedia eroica in cinque atti: essa è un vero e proprio inno romantico al valore».

Nella sua carriera di attore e regista Jurij Ferrini ha saputo destreggiarsi tra autori classici e moderni, spogliando puntualmente degli orpelli ogni messinscena, per restituire i testi nelle loro scarna e pungente nudità. La sua cifra stilistica gioca su una recitazione cinematografica, agile ma incisiva, mentre sotto la sua attenta direzione, gli interpreti si muovono all’interno di spazi popolati da pochi elementi scenografici insieme funzionali e simbolici.