Colonialismo tra passato e presente
15 Febbraio 2019Tematiche di grande attualità – il fascismo e il razzismo, il colonialismo di ieri e di oggi – sono i protagonisti del triplice appuntamento del 21 febbraio (film, incontro e spettacolo) nell’ambito di ARTI INFERIORI 2018/19, rassegna di teatro contemporaneo promossa e realizzata dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Padova in collaborazione con il Circuito Teatrale Regionale Arteven / Regione del Veneto e il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, che ora alla visione degli spettacoli connette nuove occasioni di incontro e approfondimento, organizzate grazie alle collaborazioni sul territorio.
-ore 17, MPX Multisala Pio X.
“Pagine nascoste”; un film documentario di Sabrina Varani, un viaggio alla scoperta di un padre, diverso da come si credeva. Un viaggio nel fascismo, nel razzismo, nella memoria rimossa. La scoperta inattesa di una memoria personale, che diventa memoria della nostra Storia. Del nostro presente.
-ore 18.30, Libreria Pangea
“Colonialismo tra passato e presente”: in occasione dello spettacolo “Acqua di Colonia” in scena nell’ambito della rassegna “Arti Inferiori” gli artisti Elvira Frosini e Daniele Timpano incontrano il pubblico per raccontare del loro lavoro artistico e confrontarsi sui temi proposti dallo spettacolo.
-ore 21, MPX Multisala Pio X
“Acqua di Colonia”, spettacolo teatrale con Elivira Frosini e Daniele Timpano.
spettacolo finalista Premio Ubu 2017 come miglior nuovo testo italiano e Selezione Eurodram 2018 – testo, regia e interpretazione di Elvira Frosini e Daniele Timpano.
Tema centrale di questa indagine teatrale è il colonialismo italiano: una storia rimossa e negata,
che dura 60 anni, inizia già nell’Ottocento, ma che nell’immaginario comune si riduce a 5 anni
dell’Impero Fascista. Cose sporche sotto il tappettino, tanto erano altri tempi, non eravamo noi, chi
se ne importa. È acqua passata, acqua di colonia, cosa c’entra col presente? Eppure ci è rimasta
addosso come carta moschicida, in frasi fatte, luoghi comuni, nel nostro stesso sguardo. Vista
dall’Italia, l’Africa è tutta uguale, astratta e misteriosa come la immaginavamo nell’Ottocento.
Somalia, Libia, Eritrea, Etiopia sono nomi, non paesi reali, e comunque “noi” con “loro” non
c’entriamo niente. E i profughi, i migranti che oggi ci troviamo intorno, sull’autobus, per strada,
anche loro sono astratti, immagini, corpi, identità la cui esistenza è irreale: non riusciamo a
giustificarli nel nostro presente. Come un vecchio incubo che torna, incomprensibile, che ci piomba
addosso come un macigno.