Cercasi erede

4 Dicembre 2013 By Elena Bottin

Quattro nipoti: giovani – avidi – annoiati, si contendono l’eredità di famiglia: un vecchio castello….”con annessi e connessi”. Gli annessi: un’anziana Contessa con badante. I connessi: due astuti fantasmi che faranno di tutto….ma proprio di tutto… perché il vecchio e glorioso castello rimanga a far parte del patrimonio familiare. Il gruppo La tradizione teatrale in Polesella, paese di 4000 abitanti posto sulla riva sinistra del fiume Po, è molto radicata. Risale infatti al 1957 la nascita della prima compagnia mista che prende il nome di Ars et Bonum. Il gruppo lavora fino al 1970 mettendo in scena numerosi lavori da “Non ti Pago” di De Filippo per arrivare a “La nemica” di Niccodemi. Nel 1975, dopo una breve stasi, il gruppo si rinnova e cambia il proprio nome in Gruppo I 7 Moli Ars et Bonum in omaggio alle sempre vive tradizioni rivierasche (i  moli fungono da frangiflutti contro l’erosione dell’acqua del Po e, prima dell’alluvione del 1951, Polesella era famosa per averne ben sette). Inizia una nuova fase di lavoro con una scelta di programmazione che, con un attento ed impegnativo lavoro di dizione ed interpretazione, ha fatto conoscere il gruppo a molte platee delle varie provincie venete, emiliane e lombarde. Vastissima la programmazione; da ricordare, su tutte: “Due dozzine di rose scarlatte” di De Benedetti; “El rospo” e “El boteghin dei sogni” di Wulten fino alla commedia “Queste nostre metà” di Enzo Duse con la quale il gruppo ha raggiunto l’ottimizzazione delle scelte di regia,  scenografia e recitazione. La scomparsa del presidente-fondatore-animatore del gruppo ha imposto una battuta d’arresto all’attività che rischiava, negli ultimi anni, di estinguersi. E’ grazie al regista della compagnia che, nel 2004, viene proposto il “1° laboratorio teatrale” di Polesella, che vede l’interessamento di un gruppo di giovani entusiasti dell’idea di “fare teatro”. Il passo successivo viene naturale: la messa in scena di un lavoro teatrale, nasce così “Doppio misto” di Patrizio Gottardo (pseudonimo dello stesso regista Massimo Mazzetti) lavoro nel quale è stato prodotto il massimo impegno ed il massimo sforzo di tutti (dai giovani interpreti ai genitori autori della scenografia). In quest’ultima realizzazione scenica Cercasi erede di Luciano Lunghi la nuova giovane compagnia si è ricompattata con alcuni dei componenti storici, per dar vita ad una commedia brillante, estremamente movimentata e con alcune trovate sceniche alquanto fuori dal comune. Una “menzione speciale” meritano, per questa commedia, il gruppo degli scenografi per l’accurata realizzazione e la ricchezza di particolari.