Appunti per un’accorta gestione demografica, della compagnia Unnecessary productions

8 Giugno 2012 By Alessandra

Una stanza vuota, una cornice priva di tela sospesa nel vuoto, un uomo ben vestito, la sua valigia, una segreteria telefonica; un silenzio artificiale, fitto di rumori impercettibili e indeterminati, dalla segreteria gli unici segni umani dal mondo esterno. Su questa trama quasi priva di ogni determinatezza, si ordisce un monologo fiume, liberatorio. Nella vita perfettamente organizzata di un impiegato qualunque, che anonimamente coltiva in segreto ideologie razziste e violente, deliri apocalittici, ma anche tenere aspirazioni amorose, timori e premure infantili e comiche, irrompe un delitto compiuto “senza colpa”. Una macchia che si può rifiutare o abbracciare destabilizza ogni sicurezza, apre le porte a una confessione incosciente quanto inevitabile.