Aperitivo con Shakespeare 2023
2 Luglio 2023I personaggi di Shakespeare rivivono nella società contemporanea e Amleto diventa specchio e delle nevrosi di oggi. Con Amleto. Tutto ciò che vive le allieve attrici e gli allievi attori dell’Accademia Teatrale Carlo Goldoni del Teatro Stabile del Veneto diretti dal regista Stefano Cordella portano in scena il racconto corale di una generazione in crisi. Con questo spettacolo, dal 3 al 15 luglio, prende il via la rassegna estiva padovana “Aperitivo con Shakespeare” che per il primo appuntamento, grazie alla collaborazione con l’Università di Padova, si sposta nella Sala dei Giganti a Palazzo Liviano, mentre il Teatro Verdi chiude solo temporaneamente al pubblico per i lavori di restauro della sala e del foyer relativi alla sostituzione dell’impianto di illuminazione e al cambio delle poltrone.
Lo spettacolo, liberamente ispirato a Amleto di William Shakespeare, è scritto da Tommaso Fermariello e vede in scena gli allievi dell’Accademia del TSV Alice Agnello, Isacco Bugatti, Matteo Di Somma, Cosimo Grilli, Silvia Luise, Marcello Luigi Orsenigo, Magdalena Soldati, Leone Tarchiani, Arianna Verzeletti, Mattia Vodopivec, che si confrontano con questo testo per l’ultimo appuntamento del loro precorso formativo prima del diploma di attori. A curare le lice è Roberto Raccagni, mentre l’allestimento scenico è di Alberto Nonnato e i costumi Lauretta Salvagnin.
I personaggi parlano il linguaggio attuale e vivono i rapporti e le problematiche della contemporaneità, grazie all’universalità delle tematiche shakespeariane. La forza di un testo come Amleto sta proprio nell’universalità dei temi che, a partire dalla crisi del protagonista, diventano specchio e cassa di risonanza delle nevrosi di oggi. L’analisi condotta dall’autore e dal regista parte dal tentativo di comprendere cosa accade nella testa del principe di Danimarca: Amleto perde il padre all’improvviso e nel giro di qualche giorno si ritrova a dover fare delle scelte e prendersi delle responsabilità più grandi di lui. Scopre di non poter più contare neanche sulla madre, complice di un tradimento che reclama vendetta. Da qui parte il suo spaesamento. Amleto mette in discussione tutte le sue relazioni, sentimentali e amicali, e non si fida più di nessuno. Entra in un vortice autodistruttivo di provocazione e perdita di senso che condiziona inevitabilmente le vite di chi gli gravita intorno. La morte, beffarda, aleggia per tutto lo spettacolo generando una serie di surreali cortocircuiti scenici tra chi è vivo e chi no. “Amleto. Tutto ciò che vive” diventa così un racconto corale di una generazione in crisi e senza punti di riferimento in cui dolore e incomunicabilità trovano sfogo negli atti violenti e disperati dei protagonisti.