Una notte in Tunisia
24 Ottobre 2012
Spettacolo di Vitaliano Trevisan con Alessandro Haber e con Martino Duane, Pia Lanciotti, Pietro Micci; messa a fuoco di Andrée Ruth Shammah con la collaborazione di Barara Petrecca per le scene e i costumi, Gigi Saccomandi per le luci, Yuval Avital per la scenografia sonora di "Mise en abime" – sperimentazione sonora realizzata da RAI-Direzione Strategie Tecnologiche con il CRIT di Torino e il CPTV di Milano".
I quadri proiettati sulfondale sono di Pietro Guccione.
'Una notte in Tunisia', prodotto dal Teatro Franco Parenti, grazie alla lettura scenica che ne fa Andrée Ruth Shammah, è la metafora del potere e della sua caduta. Le ultime ore della sua vita vengono magicamente dipinte dalla penna di Vitaliano Trevisan. Un classico contemporaneo, dove una delle penne più interessanti della drammaturgia italiana, quella di Vitaliano Trevisan, racconta – ispirandosi a Route el Fawar, Hammamet di Bobo Craxi e Gianni Pennacchi – gli ultimi giorni di vita di X, un uomo di forte carisma, il cui destino è determinato dalla sua natura, nella sua incapacità di essere quello che non è, tanto che preferisce affrontare la morte che fingere di essere un altro. X è solo con la propria famiglia, in un corpo a corpo con la parola scritta: quella che gli impedisce di tornare nel suo Paese e sperare di sopravvivere, quella stessa con cui non vuole rinunciare ad esprimere se stesso e che deve ossessivamente verificare. Andrée Shammah, con Alessandro Haber, Martino Duane, Pia Lanciotti e Pietro Micci, conduce la messa a fuoco in un'atmosfera fortemente poetica per esaltare il rigore di un testo che pone l'identità e l'inesorabilità della natura umana di un individuo al centro della scena.