Oblivion 2.0. Il sussidiario

14 Febbraio 2013 By

Il teatro Farinelli di Este si è trovato ad ospitare all’interno della sua stagione di prosa un ’caso’ teatrale veramente d’eccezione, un fenomeno cabarettistico la cui alchimia risulta ’fuori dagli schemi’: un serbatoio di ritmi stranianti, comicità vecchio stampo e di ricchi riferimenti musicali e culturali. Gli Oblivion, con una strizzatina d’occhio a grandi modelli quali il Quartetto Cetra e i Monty Python, hanno stipato all’interno del loro sussidiario un’efficace parodia della realtà di tutti i giorni: si arriva al solfeggio e alla storia, passando per la letteratura e l’attualità. In apertura, Fabio Vagnarelli (new entry dal 2007), incerto partecipante a ’Chi vuol essere sussidiario’, si trova catapultato dopo una risposta errata in un vortice tecno che a ritmo di rap riepiloga l’umana sapienza. Torniamo sul banco delle elementari, con ’La canzone che ti insegna andare a tempo’: quattro bambini indisciplinati e una maestrina, un futuro da Vocalist (a, e, i, o, u) e da Consonantis (b, c, d, f). Con un maxi schermo alle spalle, gli Oblivion, i cinque madrigalisti moderni, dimostrano di saper giocare con la musica e le parole, creando un medley tra canzoni famose e letteratura: in sei minuti Pinocchio e Dante vengono dissacrati in un ritmo forsennato che vede alternarsi sulla scena senza sosta canti e balli. I cinque attori – mimi – cantanti da boy – scout si trasformano in smaliziati personaggi da burlesque (o Berlusque): insegnano al pubblico come si cura lo stress, con un siparietto sui vantaggi dello yoga. C’è di tutto, perfino le canzoni mute: Davide Calabrese, con ritornello (muto anch’esso) mima alcune brani famosi, come ’Io Amo’. Ma la vera comicità sta nel mescolare con gli effetti più disparati personaggi diversi: Lady Gaga e Bach, Eros Ramazzotti e la Sardegna, Zucchero e Papa Ratzinger. A suonare Lorenzo Scuda, l’atmosfera da Cafè Chantant pervade la platea: è il potere dei fiori, con ’Margherita’ di Cocciante, ’Rose rosse’ di Rainieri e ’Grazie dei fiori’ di Nilla Pizzi. Yes, we Ken: l’uomo di Barbie troneggia sullo sfondo ed entra in scena ’La canzone dei radical chic’ con iPad alla mano. E’ un susseguirsi di gag e situazioni comiche, tra parodie del rap e del pop, con una conclusione attesissima, ’I promessi sposi in dieci minuti’, il video che, cronometro alla mano, ha ricevuto più di un milione di visualizzazioni su Youtube.
Una serata veramente piacevole.