Niente, più niente al mondo

8 Giugno 2012 By

La voce è quella di una donna di 45 anni, domestica a ore. Racconta in prima persona la propria quotidianità, sempre uguale da anni e anni di matrimonio. Descrive la geografia del suo mondo attraverso i fantasiosi e allettanti nomi dei discount alimentari. Analizza con lucida e spietata consapevolezza la grigia fissità dell’esistenza di cui è vittima. Ripone le proprie speranze di riscatto nell’unica figlia. Il terrore di vedere la propria vecchiaia avanzare senza nessuna sicurezza. La madre – la nostra 45enne – è ormai infiacchita dal tentativo quotidiano di far quadrare i conti. Soldi non ce ne sono mai stati tanti. Sicuramente troppo pochi rispetto a quelli delle famiglie della Torino bene presso cui, settimana dopo settimana, va a lavorare. Troppo pochi rispetto alle vite incapsulate nello schermo televisivo. Troppo pochi perfino per andare in vacanza. La tragedia potrebbe essere evitata se la voce di questa donna trovasse ascolto, se i suoi pensieri non rimanessero ancorati ai modelli consumistici e se da qualche parte riuscisse a riconoscere un po’ d’amore. Ma è molto difficile guardarsi dall’esterno, ancora di più se non si hanno gli strumenti adatti. E il fato si compie.