Il Pipistrello

23 Novembre 2012 By

Gabriel von Eisenstein, ricco gentiluomo di campagna, è stato condannato, per diffamazione, a qualche giorno di prigione. E’ ormai pronto per recarsi in carcere quando il suo amico dottor Falke gli porta un invito per la festa che il principe Orlofsky darà la sera stessa. Eisenstein non ha dubbi: prima la festa e poi a costituirsi. Rosalinde, sua moglie, rimasta sola, riceve la visita del suo spasimante Alfred che però viene scambiato per il padrone di casa e quindi portato in carcere al suo posto. Ma questo non sarà l’unico scambio di persona, poiché la festa a casa Orlofsky sarà ricca di qui prò quo preparati ad arte dal dottor Falke, che vuole così vendicarsi di una burla fattagli da Eisenstein quando lo lasciò in strada a passare la notte solo, ubriaco e vestito da Pipistrello. Alla festa arrivano così Adele, la cameriera di Eisenstein, il direttore delle carceri, convinto di avere messo in galera Eisenstein e naturalmente Rosalinde, la moglie di Eisenstein. Quest’ultimo sotto falso nome e Rosalinde, mascherata da contessa ungherese, si incontrano. Lui non la riconosce e comincia a corteggiarla donandole anche un bellissimo orologio. Ebbri e felici tutti bevono e cantano. All’alba Eisenstein va a costituirsi, ma in prigione il buffo carceriere lo informa che c’è già un Eisenstein in galera. Eisenstein cerca di capire e quando apprende della ’visita’ di Alfred a sua moglie si infuria, ma Rosalinde ha buon gioco mostrandogli l’orologio donato da lui alla presunta contessa ungherese. Alla fine dunque si farà pace e non resterà che riderci sopra.
Note di regia II Pipistrello di Johann Strauss è la collana di valzer più belli e attraenti del mondo. È infatti giudicato il più felice esempio di operetta – valzer viennese, di quel tipo di operetta in cui il valzer costituisce il nucleo generatore di tutto il lavoro. E quando il valzer straussiano entrò nell’operetta questa raggiunse il suo massimo splendore. Scriveva Richard Wagner, musicista non certo facile ad accontentarsi, che un semplice valzer di Strauss contiene più grazia, finezza e sostanza musicale di parecchie di quelle grosse opere che vengono allestite con grandi spese all’Opera di Vienna e le sovrasta nella stessa proporzione in cui la torre di Saint-Etienne sovrasta le colonne utilitarie che costeggiano i boulevards parigini. Oggi invero, Il Pipistrello è di casa nel teatro viennese, fornendo anzi occasione a quegli spettacoli di gala in cui l’esecuzione dell’operetta non solo è affidata ad interpreti di primo piano, ma accoglie anche altri illustri cantanti e ballerini che intervengono nella festa del secondo atto esibendosi in brani di diversi compositori. Ed è proprio l’idea di festa a guidare la mano di questa edizione curata da Corrado Abbati, anche perché il libretto de II Pipistrello è tratto da Le réveillon di Meilhac e Halévy (i quali si erano ispirati a un testo tedesco di Roderich Benedix) ed il termine réveillon indica proprio la festa sfrenata con cui in Francia si celebra la sera della vigilia di Natale. È dunque l’idea di festa al centro dell’adattamento di Abbati. L’idea della festa implica il ballo, il valzer e qui la scintilla della fantasia musicale di Strauss prorompe con i suoi trascinanti accenti che prima prendono l’orecchio, poi si insinuano nel cuore, finché subitamente invadono le gambe e se ne impadroniscono. Ma lo spirito della ’festa’ investe anche le vicende, gli scherzi i camuffamenti in cui si articola il libretto. Così tutta l’operetta risulta vivificata da uno ’slancio tripudiane’ che diventa filosofìa ’guida’ dei tanti personaggi e si insinua nel capriccio sentimentale di Rosaldine, nella tenera e spregiudicata galanteria di Gabriel Eisenstein nella maschera comica del carceriere, nella carnale, astuta leggiadria della cameriera Adele nella tollerante dabbenaggine di Franck, il direttore delle carceri, nella civetteria di Ida. nell’edonismo di Orlofsky nella scenografica elaborata ’vendetta’ del dottor Falke, nell’autoironia del tenore italiano Alfred e nella caricatura di Blind. Tutti ’simpatici borghesi’ e nessuno protagonista perché ne il Pipistrello non ci sono veri protagonisti, come non c’è vero amore. II protagonista assoluto, però, esiste, ma non porta il nome di nessuno dei personaggi. Questo protagonista è il valzer di Strauss e con questa operetta Strauss ha trasmesso un messaggio importante: La vita ci è data una sola volta, amatela e apprezzatela ogni istante!