Fattore P

9 Febbraio 2012 By

Ci sentiamo forti di vivere in uno spazio e in un tempo dove riecheggiano innumerevoli stimoli mediatici, ma siamo anche deboli nel resistere al loro potente richiamo che ci inebria. Intrappolati in questa rete di stimoli visivi, ci ritroviamo ad essere entità alterate, lontane dal nostro “vero sé”; voci e immagini condizionano i nostri pensieri a tal punto da farci compiere atti che mai ci saremmo immaginati di poter compiere. Sogno, spettacolo o realtà? Questi diversi livelli si condensano in un unico scenario. In esso si possono scorgere due sagome, sono anime di cui non si conosce bene il passato ma se ne conosce sicuramente il volto e il nome: una fiera donna dal nome di Lady Macbeth e il suo valoroso consorte, Sir Macbeth. Stanno guardando la tv e stanno intessendo la trama di un sogno i cui fili parlano di un intimo bisogno di affermazione. Forse si tratta del desiderio, umano e disumano, di ritrovare quello stato di grazia che si assapora nell’imporsi agli altri e al mondo, ad ogni costo e con qualunque mezzo. È possibile resistere a tutto questo? Resistere alla tentazione di divenire mostri, dimenticandoci di essere “umani”? Rifiutare di essere burattini in nome del Potere? È possibile essere veri protagonisti di questo nostro spettacolo che è la vita?