Anima infetta di Andrea Tasinato
23 Gennaio 2017Attacchi batteriologici, l’ombra dell’Isis si profila sul mondo intero: Filiberto De Bellis, giovane rampollo di una ricca casata, è chiamato a battersi in prima linea per proteggere i “segreti” delle aziende farmaceutiche, esposti alle infiltrazioni nemiche. La posta in gioco è enorme: la ricercatrice di punta, con un passato non proprio limpido, sta maneggiando un virus modificato (Kali) che potrebbe avere un impatto devastante sulla popolazione. Alle sue spalle una misteriosa dottoressa Michelle che le scrive e la esorta nelle sue scoperte. In questo gioco di mail concitate, scoperte inattese e innamoramenti non previsti, il perfezionamento del sistema informatico è indispensabile, gli hacker del mondo islamico sono in agguato. Il problema più grosso, per Filiberto, cresciuto all’ombra della madre, una potente donna d’affari, sembra venirgli dal privato: i filtri e i firewall che applica per lavoro cominciano a mancargli negli affetti, le barriere che finora l’avevano protetto dalla verità cadono una dopo l’altra. Il sospetto si insinua nei confronti della donna che ama, Greta: ma chi è veramente? I sentimenti sono ambivalenti: c’è di mezzo una storia con il datore di lavoro di entrambi (l’affarista milionario Carlos), un aborto, precedenti gravi. Eppure Filiberto non rinuncia all’amore, solo grazie a questo nuovo sentimento comincia a vivere con pienezza: «Mi sentivo un pittore» esclama «quando non può dare la giusta miscela di luce e ombra a ciò che ha nel cuore». Il gufo Pietro, “daimon” del protagonista, simboleggia la conoscenza, quella che deriva dopo il percorso interiore che Filiberto consuma tra i barrios di Barcellona, le colline del Chianti in Toscana e il Sudamerica. Lo scrittore, Andrea Augusto Tasinato, ha uno stile veloce (la storia si dispiega su dialoghi e mail concitate) ma preciso e puntuale nel delineare i personaggi, ognuno con i suoi pregi e le sue debolezze.
Camilla Bottin
