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  23/04/2021            21:00
“We’re Sitting in a Room”

“We’re Sitting in a Room”


“WE’RE SITTING IN A ROOM”: IL NUOVO PODCAST DEL CENTRO D’ARTE


L’associazione padovana inaugura una rassegna online affidata alle voci dei suoi curatori e di ospiti autorevoli

“We’re Sitting in a Room”, parafrasi di un celebre titolo della musica sperimentale, è il nome del nuovo podcast del Centro d’Arte. Un impulso a questa nuova iniziativa certamente è arrivato da quest’anno di forzata sospensione della musica dal vivo, all’inizio del quale l’associazione padovana ha saputo prontamente trovare idee ed energie per promuovere le esperienze musicali più attuali in formati diversi dal concerto: dalle rassegne online “Musica da Camera” ed “Echo Chamber,” che hanno ospitato una cinquantina di artisti, a “From the Archive”, vetrina di selezioni dal vasto archivio dei concerti delle passate stagioni. Con “We’re sitting in a room” il Centro d’Arte mette ora in scena un teatro di idee da ascoltare: una rassegna (quasi) tutta di parola, affidata alle voci dei suoi curatori e a ospiti autorevoli che di tanto in tanto saranno chiamati a dialogare. Non si tratterà, però, di semplici playlist commentate a partire delle musiche attuali che il pubblico ha ormai associato al Centro d’Arte (dal nuovo jazz alla composizione elettroacustica). “We’re Sitting in a Room” parlerà anche di questo, ma di tanto altro: produzioni e concetti legati alla sfera del sonoro in senso ampio, declinando il discorso secondo prospettive di volta in volta storico-culturali, tecniche, sociali. Contenuti eclettici, ma scientificamente fondati, saranno presentati in un formato agile e discorsivo e corredati da scelte musicali originali e stimolanti. Ciascun episodio sarà pubblicato ogni due settimane, il venerdì alle ore 21.00, sul canale Mixcloud(www.mixcloud.com/centrodarte) e rimarrà sempre online. Il primo numero, “Turnaround”, è curato da Stefano Merighi e sarà disponibile il 23 aprile. “Turnaround” è pensato come un ciclo di ascolti suggerito dalle tesi del libro “Miles Davis, il Quintetto Perduto e altre rivoluzioni”, dello studioso americano Bob Gluck. Le idee del saggio creano un corto circuito tra le musiche di Davis del 1969-70 e quelle delle avanguardie musicali coeve. Il percorso musicale di “Turnaround” ricostruisce quella scintilla sonora cercando di trovare i nessi logici in una discografia proteiforme.

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