Terreni Kappa
27 Giugno 2017Different Voices la mostra organizzata dall’Associazione Momart nella Cattedrale dell’Ex Macello a Padova, in Via Cornaro 1, organizza il suo finissage con un evento musicale aperto al pubblico a ingresso gratuito.
Il 7 luglio a partire dalle 18.00 il gruppo veronese “Terreni Kappa” eseguirà una performance musicale di contemporary jazz, improvvisando le loro sonorità ispirandosi alle opere esposte e contestualizzate in uno scenario assolutamente suggestivo.
I “terreni Kappa” sono un gruppo composto da Roberto Zantedeschi, tromba ed effetti; Luca Crispino, contrabbasso; Luca Pighi, batteria. Il progetto Terreni Kappa nasce con lo scopo preciso di esplorare il concetto di musica strumentale, con un repertorio di composizioni originali che risentono dei gusti cinematografici e letterari della band. Non a caso il nome “Terreni Kappa” è tratto dal titolo del film del 1983 di Pupi Avati.
Una band che non si colloca all’interno di un genere preciso, piuttosto che è contaminata da linguaggi musicali e riferimenti linguistici molto diversi tra loro. Si passa infatti dal latin jazz al free jazz per poi perdersi in improvvisazioni ed atmosfere psichedeliche.
Una musica sofistica ma assolutamente godibile e accessibile, capace di intercettare un vasto pubblico.
La performance musicale dei Terreni Kappa sarà l’onda sonora che accompagnerà una lettura emozionale delle opere esposte all’Ex Macello.
Si tratta di una selezione dei migliori artisti dell’Associazione padovana nota per le sue esposizioni en plain air.
In esposizione infatti 21 artisti del Momart con due “guest”, Ettore Greco e Carla Rigato, a testimoniare come Padova da sempre sia fortunata fucina di talenti ormai riconosciuti a livello internazionale.
La mostra è stata concepita coniugando le opere esposte alla musica: si tratta di un viaggio musicale che allaccia l’arte visiva all’arte musicale del ‘900. Ogni artista è infatti legato grazie a un Qr Code – leggibile con il semplice telefonino cellulare – a un particolare brano musicale, testimonianza dell’avanguardia e della sperimentazione contemporanea ma anche un modo alternativo per immergere il pubblico in una “dimensione totale” dell’opera d’arte.
Sostituendo la spiegazione e l’audio-guida, il percorso musicale offerto propone un approccio emotivo e straniante che permette di distillare ogni singolo artista dalla visione complessiva d’insieme, essendo da sempre la musica sorella e alleata dell’astrazione, ponte ideale per una visione più intima e profonda dell’opera d’arte.
La mostra, a cura di Barbara Codogno, sarà aperta al pubblico anche sabato e domenica 9 luglio.