Mette Rasmussen Solo / Jooklo Duo
19 Febbraio 2016Mette Rasmussen Solo
La sassofonista Mette Rasmussen, danese di nascita ma residente in Norvegia, è tra le voci più originali emerse negli ultimi anni dalla fertile scena avant-jazz scandinava.
Per la prima volta in Italia, Rasmussen presenta al Centro d’Arte il suo progetto in solitaria – terreno difficile per ogni musicista ma dalle grandi potenzialità di dialogo con il pubblico – in cui, grazie anche ad una tecnica impeccabile, ha già trovato una dimensione molto personale.
La performance si delinea come flusso ininterrotto di idee, in cui l’esplorazione delle possibilità timbriche del sassofono porta a esiti avvincenti, con momenti di grande intensità comunicativa alternati a passaggi enigmatici, in cui il suono prodotto è il risultato di uno studio meticoloso sulle possibili alterazioni dello strumento.
Influenzata in uguale misura dalla libera improvvisazione europea (in particolare evidenza la lezione di Evan Parker) e dal free jazz storico, Mette Rasmussen si sta imponendo sulla scena internazionale con progetti e frequentazioni importanti.
Dopo anni di tour negli Stati Uniti, in Europa e Russia, ultimamente ha intensificato le uscite discografiche, in particolare con il recente All The Ghosts At Once, in duo con Chris Corsano, che ha raccolto lusinghiere recensioni dalla stampa specializzata.
Nel corso della carriera ha suonato con esponenti di primo piano della scena improvvisativa, tra cui Alan Silva, Axel Dörner, John Edwards, Craig Taborn, ed è solista della nuova Fire! Orchestra di Mats Gustafsson.
Jooklo Duo
Virginia Genta, sassofoni
David Vanzan, batteria, percussioni
Jooklo Duo è uno dei segreti meglio custoditi del free jazz italiano.
Attivo da oltre un decennio, il duo è formato da Virginia Genta ai sassofoni e David Vanzan alla batteria, due giovanissimi musicisti che sono riusciti a trovare una dimensione unica nel panorama internazionale, frutto di una attività concertistica instancabile che li ha visti esibirsi in tutto il mondo e collaborare con figure leggendarie della musica creativa.
In una ideale continuazione della tradizione della Fire Music degli anni sessanta, il gruppo si è fatto subito notare grazie a performance furiose, al limite del noise, ed un impatto sonoro travolgente.
Questo aspetto di parossismo free è rimasto immutato, ma nel corso degli anni, anche grazie ai molti stimolanti incontri e progetti collaterali, Genta e Vanzan hanno affinato il discorso musicale, introducendo nuovi strumenti e nuove dinamiche, riuscendo a coniugare in maniera inaspettata la psichedelia etnica di gruppi come Aktuala e Futuro Antico con le suggestioni cosmiche di Sun Ra e il furore di Peter Brötzmann e affini.
Oggi sono uno dei gruppi più sorprendenti in circolazione, e vederli dal vivo è un’esperienza entusiasmante, per il modo in cui questa musica riesce ancora ad essere fresca, immediata, senza compromessi.
Oltre al duo sono moltissimi i progetti collaterali e le collaborazioni, tra le quali vale la pena ricordare: Sabu Toyozumi, Hartmut Geerken, Thurston Moore, Makoto Kawabata, Chris Corsano, Bill Nace. Di particolare rilievo il lavoro a fianco di John Paul Jones e Takehisa Kosugi per l’ultimo spettacolo di Merce Cunningham, Nearly Ninety, tra il 2009 e il 2010.
La coppia è responsabile dell’etichetta Troglosound, dedicata a documentare le frange più estreme dell’underground musicale; Virginia Genta è anche artista visuale (sue le bellissime copertine dei dischi del duo).